…non ha mica tutti i torti.
Tra l’altro non capisco il meccanismo logico che spinga la gente a votare, secondo le “preferenze”, candidati che si sa non andranno in Europa (ed anche se ci vanno, poi combinano questo).
Io non ho mai votato in vita mia indicando una preferenza sulla scheda (tranne una volta dove mi avevano supplicato per giorni): un po’ per paura di sbagliare (e con il pericolo dei cavalli russi a San Pietro non si scherza), un po’ perché non ho mai conosciuto un futuro deputato.
Tra l’altro non basterebbe mica conoscerne uno solo: servirebbe conoscerli tutti per fare i confronti.
Ecco perché mi piace moltissimo il meccanismo delle primarie (insieme alle liste bloccate): con le primarie si mette sù il partito. Con le liste bloccate hai la certezza che in Parlamento andrà quel “candidato” e non un altro.
Non è mica roba da poco soprattutto ora che siamo in una fase bipolare: come si fa a sapere se il PD sarà più filo radicale o più filo cattolico prima delle urne? Solo tramite primarie.
Ma questo è un altro discorso.
Insomma qualcuno dovrebbe spiegarmi perché mettendo Berlusconi sulla scheda dell’europarlamento si guadagnino più voti. Possibile che gli elettori italiani ancora non sappiano distinguere fra i partiti? Eppure l’Italia è la nazione dove la partecipazione politica è più alta che altrove (tanto che il numero di blog “politici” è il più alto che in ogni altro paese del mondo) e dove lo schema bipolare destra-sinistra è in piedi da decenni.
Un’idea di quello che gli europarlamentari di destra e sinistra andranno a fare a Bruxelles dovremmo già averla (a parte David Sassoli che non si sa da dove è sbucato).
E se anche non possiamo avere la primarie, a me piacerebbe moltissimo che Berlusconi, piuttosto che candidarsi lui, infarcisse la rosa degli eurodeputati del PDL di lobbisti con i controcog…ni.
Sai che smacco a chi come primo candidato del centro Italia ti piazza un Sassoli qualunque.
Cacchio Silvio, mostrami che sei un uomo del “fare” e che in Europa ci mandi degli “squali" assassini. Una cosa del genere a noi “destrorsi" bastardi” piace più dell’abolizione dell’articolo 18 e… quasi quanto le ronde
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2 Responses to “E però Franceschini…”
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Appunti per domani (o dopodomani): questo splendido articolo di Ricolfi sulla leadership
K, pensa che ormai a Napoli i candidati berlusconiani non hanno più bisogno di mostrare i loro faccioni sui manifesti elettorali e nemmeno il nome di battesimo.
E’ ormai da due mesi che in ogni anfratto della città campeggiano dei cartelloni con la sola scritta “Cesaro presidente” (della privincia) insiema al simbolo del PDL.
Ci troviamo di fronte ad un nuovo stato psicologico: la sindrome berluconiana. :cann:
E i candidati del PD arrancano cercando di essere più fotogenici possibile