Inceneritore e testamento

Pubblicato: 27 March 2009, 10:01 am Add comments

Come sapete aspettavo con grande ansia la notizia dell’avviamento del termovalorizzatore di Acerra: per questo mi informavo puntualmente con Domenico su come stavano andando i lavori lì da loro.
La grande ansia  era dovuta al fatto che io mi sento moralmente responsabile del mio voto a Berlusconi e se questo governo non produrrà un 60%/70% di quello che ha promesso le sue colpe saranno anche quelle di chi l’ha votato.
E risolvere la crisi dei rifiuti campana era in assoluto la prima grande promessa fatta dal governo. Ovviamente non è ancora tutto finito (mancano gli altri termovalorizzatori) ed anche per quanto riguarda quello di Acerra i tempi preventivati per la messa in funzione (cioé gennaio) non sono stati rispettati al millesimo. Però… però ci siamo: oggi il termovalorizzatore è acceso e la Campania è passata dall’essere ultima in classifica per quanto riguarda il riciclo dei rifuti, addirittura al terzo posto dietro Lombardia e la rossa Emilia (fonte Corriere).
Insomma, è vero che il governo aveva puntato una fiche pesantissima su ‘sta storia dei rifiuti e che una bella figura del governo, in una regione amministrata (disastrata) dal centrosinistra, sarebbe stata un moltiplicatore naturale di consenso, ma torniamo indietro con le lancette ad agosto: quanto erano sicuri che Acerra avrebbe aperto? o che Berlusconi ce l’avrebbe fatta? quanti dicevano che la monnezza era stata solo spostata dal centro città alla periferia?
E non c’era solo scetticismo a sinistra: del resto se io ero ansioso di vedere cosa avrebbe combinato Bertolaso, era perché la Campania si trovava in una situazione da “mission impossible”.
Situazione decisamente avviata a soluzione.
E d’altra parte, come in un mosaico, pare che tutte le tessere vadano finalmente a sistemarsi: l’altro giorno l’inaugurazione della freccia rossa, l’apertura del passaggio di Mestre, lo sblocco dei fondi per le grandi opere, l’appalto per le 4 centrali nucleari etc etc…
Difficile dire che questo governo si muova lentamente. Anzi, in alcuni casi sembra addirittura più efficace di quello 2001-2006. Chi l’ha detto che in Italia non si può davvero cambiare in meglio?

Passiamo invece alla legge sul testamento biologico: davvero non si capiscono le polemiche sull’emendamento che permette la libertà di coscienza. Da che mondo è mondo, quando si tratta di temi così importanti come la vita è possibile fare “obiezione di coscienza”. Se vale nel caso del servizio militare (dove tra l’altro non è sempre detto che ci si debba confrontare con la morte), non si capisce perché non dovrebbe valere in quei campi come eutanasia e aborto che ancora di più toccano sentimenti profondi.
Ovviamente gli abusi (tipo obiettori di coscienza che poi vanno a fare gli aborti in cliniche private) andrebbero puniti con la radiazione dall’albo dei medici.
Ma per il resto, l’obiezione all’obiezione di coscienza è davvero pretestuosa. Si può essere contrarissimi alla legge, ma mettere in discussione un principio basilare come quello salvato dall’emendamento dell’altro giorno è quasi folle.

Qualche link:
- E’ un testo che garantisce libertà con alcune garanzie (La Stampa)
- Autodeterminazione: mi vendo un rene (Il Foglio)
- In Inghilterra le cliniche abortiste faranno pubblicità anche all’ora di cena (Il Foglio)
- Ultime volontà (Il Pensatore)
- Anche Harvard dà ragione al Papa su Aids e Africa (Il Foglio)

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41 Responses to “Inceneritore e testamento”

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  1. Gravatar
    domenicotis Says:
    41

    ‘Mazza, ma quando discutete lo fate sul serio :-)

    Vorrei vedervi a Ballarò o ad Anno Zero, che spettacolo :cann:

  2. Gravatar
    corrado Says:
    40

    Io, il Pdl, Paola Binetti, Manuel Rui Costa e Fabrizio Corona. :arrow: :arrow: :arrow: :arrow: :arrow: :arrow: :arrow: :arrow: :arrow: :arrow: :arrow: :arrow: :arrow: :arrow: :arrow: :arrow:

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    kagliostro Says:
    39

    E che ne so? cmq mica vorrai attribuirci anche la colpa dell’inabilità dei disabili? :grin: :grin: :grin:
    Cmq capisco che tu come milanista ti senta vicino alle persone in stato vegetativo…

    Oh ma ieri era il tuo compleanno? in pratica tu e il PDL fate gli anni lo stesso giorno? Minchia che culo! :arrow: :arrow:
    TANTIIIIIIII AUGURIIIIIIIIIIIIIIIII A TEEEEEEEEEEEEEEEEE
    TAAAAAAAAANTIIIIIIIIIIIIIII AUGURIIIIIIIIIIIIIIIIII
    A TEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEE
    TAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAANTI AUGURIIIIIIIIIIIIIIIII
    COR-RA-DOOOOOOOOOOO
    TANTI AUGURIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII
    A TEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEE
    :arrow: :arrow: :arrow:

  4. Gravatar
    corrado Says:
    38

    L’abile può, il disabile no.

    Chi è che parlava di discriminazione dei disabili?

  5. Gravatar
    kagliostro Says:
    37

    Così ad occhio la vedo difficile per uno in stato vegetativo riuscire a farsi tutte le seghe mentali che dici tu. Se invece parliamo di uno savio, allora può benissimo andarsene a casa rifiutando tutto.

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    corrado Says:
    36

    Non soffre? Sapere che ci si troverà contro la propria volotà in una situazione ritenuta non dignitosa a prescindere dalle cure possibili e/o future cosa dovrebbe fare, renderci felici?

  7. Gravatar
    kagliostro Says:
    35

    Anche poter vendersi un rene sarebbe più liberale, così come eliminare moltissime delle norme a protezione dei lavoratori. Ma il fine è essere liberali oppure “saggi”?

    Da Feltri poi non prendo lezioni visto che potrei dirgli che la scelta di usufruire dei contributi pubblici per l’editoria mi sa tanto di “noi vogliamo fare i giornalisti e voi dovete sgobbare per sovvenzionarci”.
    Se traducessimo tutte le cose così che cacchio di mondo sarebbe?

    Per quanto riguarda la sofferenza so’ sempre le solite lagne: nel 2005 c’era chi sbraitava che il divieto alle embrionali avrebbe costretto tutti a restare paraplegici per sempre. Poi si è scoperto chi era il medico coreano e soprattutto che senza le emrbionali si possono fare le cose pure meglio.
    Così per quelli in stato vegetativo: con questa legge forse qualcuno si risveglia ed ha un seppur minimissima possibilità un giorno lontano di essere guarito, ma chi non lo fa non è che soffre: sta lì e vegeta.

    Senza contare che non viene minata la dignità delle persone che scelgono di rimanere in vita che verrebbero sicuramente accusate di voler pesare sulla società.

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    corrado Says:
    34

    Mah, tifi Roma, col cacchio che sei un genio! Comunque contesto il fatto che chiedere una legge sul biotestamento più liberale sia ideologico. Anzi, lasciare maggior libertà di sceltà sarebbe decisamente più pragmatico, perchè rispecchierebbe di più e meglio le differenti sensibilità dei cittadini.

    Il concetto che è alla base di questo ddl lo ha ben definito Feltri: noi credenti vogliamo morire fra atroci tormenti e pretendiamo che voi non credenti facciate altrettanto. Ed è questo che a casa mia così come in tutto il mondo si chiama ideologia. Oppure statolatria, oppure stato pedagogo. Scegli tu il nome che più ti piace.

  9. Gravatar
    kagliostro Says:
    33

    Il tuo fine varia di volta in volta e deve essere votato democraticamente.
    Ad es. per i sequestri: si mette ai voti se è più importante salvare la vita di un uomo oppure se impedire altri sequestri.
    Per il testamento biologico: se è più importante ammazzare uno oppure impedire un nuovo nazismo.
    Sull’eugenetica idem con patate.
    Una volta deciso il fine, puoi scegliere il mezzo che non deve essere per forza SEMPRE quello propugnato da una sola delle ideologie di cui stiamo parlando.

    Insomma è il MEZZO che si deve adattare, anzi, deve essere scelto in base al FINE e non viceversa. E così altro che società LIBERALE: ne crei una LIBERALISSIMA, perché ognuno vota quello che caxxo gli pare senza farsi seghe a quale corrente ideologica appartenere.

    So’ un genio o no? :grin: :grin: :grin:

  10. Gravatar
    corrado Says:
    32

    E sto fine, quale sarebbe?

    Se il mio fine è quello di evitare l’inquinamento, se proprio non riesco a chiudere le fabbriche e a fermare le automobili, posso anche sterminare l’umanità. Come mezzo sarebbe decisamente efficace in vista del fine!!! :smile:

  11. Gravatar
    kagliostro Says:
    31

    Senti, se fa pure il caffé allora aderisco mi iscrivo anche io al partito :grin: :grin:

    Io non dico che liberismo e comunismo siano la stessa cosa (ci mancherebbe). Quello che ti voglio far notare da settimane è che il male è nell’adesione acritica ed incondizionata all’ideologia.
    Una presa di posizione che ti fa mettere l’ideologia al di sopra di tutto e di tutti (come nel comunismo) perché il mezzo diventa il fine (come nel comunismo).
    E questo può portare anche a negare gli scopi nobilissimi che ogni ideologia deve avere alla base pur di non far fallire tutto l’impianto.

    Secondo me non bisogna essere né contro le ideologie, né a favore. Semmai bisogna saper prendere il giusto da ogni cosa cercando di capire quando questa cosa porta “vantaggi” e quando no (ovviamente prima bisogna intendersi sui vantaggi).

    Per quanto riguarda la tua critica alla democrazia, mi trovi PIENAMENTE D’ACCORDO proprio per il discorso che ti ho fatto sopra. Ci sono casi in cui la cosa migliore è il ricorso alla “democrazia” ed altri in cui i cittadini debbono rendersi conto che determinate scelte sono troppo complicate per essere affidate ad un gruppo di 60 milioni di persone di cui solo un 2% sa esattamente quello che sta votando.
    Ed io ti posso dire questo rimanendo perfettamente coerente con quanto esposto sotto e cioé che tutto dipende dal “fine” e non dal mezzo.

    Adesso fammi andare a vederer Numbers!!! :arrow: :arrow:

  12. Gravatar
    corrado Says:
    30

    Mah, vorrei proprio vedere chi parlà di libertà per libertà (e poi, che significa?). Definire il liberalismo, poi, come una ideologia alla pari del comunismo è decisamente fuorviante: non c’è nemmeno bisogno di spiegarne i motivi, è sufficiente percorrere un po’ di storia del pensiero liberale per capire che attorno ad alcuni punti cardine, tra cui la libertà (ma quale libertà? Di? Da? Negativa? Positiva?), si sono create numerose e variegate proposte politiche.

    Il liberalismo, minoritario da ormai 90 anni in Italia, non ha testi di riferimenti, non ha figure carismatiche, non ha una epopea storica da raccontare, non ha nemmeno una data di nascita. Il liberalismo tutela le libertà individuali, naturali o positive che esse siano, vuole la separazione dei poteri, non aderisce a nessuna confessione religiosa e, infine, protegge le minoranze. In definitiva, è la difesa da qualsiasi tirannia, da quella del singolo, da quella di pochi e, anche, dalla tirannia della maggioranza. Se ciò è ideologia, è ideologia qualsiasi idea, da quelle religiose fino a quelle scientifiche. Ma, allora, tutto è ideologia, quindi nulla lo è, quindi è tutto uguale. Ed ecco venire fuori il relativismo spinto, quello vero: esce fuori anche quando si perdono di vista alcuni valori individuali e si etichetta tutto come ideologia, e allora a prevalere sono solo i numeri di un plebiscito o di un parlamento (in tuoi passati commenti hai fatto vanto più volte del fatto che è la maggioranza che decide, e che impone anche la sua visione etica), e non gli argomenti.

    Tirannia della maggioranza è anche quella che sulla base di una propria sensibilità etica approva una legge che schiaccia tutte le altre sensibilità diverse, che non sono nè astruse nè élitarie, bensì diffuse e ragionate. Legge legittima perchè democratica, per carità, nessuno lo discute. E’ discutibile, però, che su eventi individuali e privatissimi decida una maggioranza secondo la propria spiccata sensbilità per conto di tutti, e invece non si definisca un quadro di minime tutele e minimi criteri lasciando la scelta all’individuo, che non appartiene nè allo stato nè alla collettività.

    Quindi, per favore, il liberalismo lascialo da parte, e trattiamo di cose serie.

  13. Gravatar
    kagliostro Says:
    29

    Corrà: ti credo che i liberali mettono la libertà davanti alla democrazia. E’ normalissimo.
    Così come i comunisti mettevano il comunismo davanti alla democrazia. Insomma le ideologie (anche quelle buone) sono sempre ideologie ed è per questo che io da giorni ti ripeto che a me la “libertà per la libertà” non mi piace e mi ricorda i cari vecchi discorsi dei comunisti che sopportavano tutto purché passasse il comunismo.

    E a questo punto credo che tu mi diresti che anche il capitalismo e la meritocrazia sono un gradino sotto nella lista delle priorità.
    E’ la libertà per la libertà.
    Viceversa io ritengo che queste 3 componenti vadano miscelate con saggezza cercando il punto in cui la somma di tutte e 3 dà il valore più alto (e che quindi può non corrispondere a quello in cui la libertà è al massimo).

    Io non voglio finire schiavo di un’ideologia, foss’anche quella liberista/liberale.

  14. Gravatar
    kagliostro Says:
    28

    Oh Cachorro, ma il punto non è se tu ed io abbiamo o no la capacità di sciogliere il nodo.
    Il punto è ben diverso ed è quello di porsi davanti al problema partendo dall’ultima frase che hai scritto ovvero che il sistema da analizzare è “complesso” e non può essere ridotto ad un “abbattiamo tutti i muri” e saremo liberi.
    Io voglio solo farti capire come a seconda delle sensibilità e delle “esperienze” (perché poi tutto dipende da quest’ultima cosa) le cose possano cambiare se viste in prospettiva.
    Insomma è tutta una questione relativa a visioni ed obbiettivi diversi che per essere conciliati fra le varie parti non si possono tagliare con l’accetta.

  15. Gravatar
    Cachorro Quente Says:
    27

    “Quando poi passiamo ai diritti economici, sono sicuro che protesteresti se qualcuno abolisse l’antitrust o si approfittasse di una legislazione permissiva per violare quello che per te è ad es. il “giusto” comportamento che il “padrone” deve tenere con i suoi sottoposti (come ad es. stipulare un’assicurazione contro gli incidenti sul lavoro).”

    Questa è la vexata quaestio della diversa dignità di diritti economici e diritti civili, disputa in cui non ho la competenza per inserirmi.
    E’ probabile che io sia tarato, in quanto italiano (e in quanto, direbbe qualcuno, discendente obbligato di Croce), e che i lacci e lacciuoli che vengono posti alla mia iniziativa commerciale privata mi facciano incazzare molto meno del divieto di fumare le canne.
    Riconosco comunque la contraddizione.

    Si parla comunque sempre di comportamenti che coinvolgono decine o centinaia di persone, in un sistema economico e politico complesso. E, aggiungo, in un paese, il nostro, in cui non c’è uno stato che opprime l’impresa privata imponendo garanzie ai lavoratori, ma dove l’impresa è praticamente sempre para-statale, insomma mancano (per il momento) i presupposti per una vera libertà economica.
    La Danimarca è lontana, come dire.

  16. Gravatar
    corrado Says:
    26

    Democrazia e libertà, veramente, sono 250 anni che è ben noto che sono concetti differenti. E i buoni liberali – non quelli a parole tipo la maggioranza del PdL – sanno che la seconda è più importante della prima.

  17. Gravatar
    kagliostro Says:
    25

    :grin: :grin: :grin:
    D’altra parte siete in due contro uno: se non metto in evidenza le vostre contraddizioni come devo fare?
    Per me quello che vi manca è la ricerca di situazioni “difficili” in cui vi potreste trovare applicando la vostra logica delle cose.

    DEl resto siamo qui per ragionare, mica per convincere le folle di “fedeli” o di “elettori”.
    Ed io in questo periodo mi sto ponendo il dubbio se negli scorsi decenni non si sia stati un po’ troppo faciloni nel considerare democrazia, meritocrazia, libertà, capitalismo come nomi diversi di una stessa cosa. Invece è possibile che queste cose possano anche entrare in coflitto? e se sì, quale di queste ha la “priorità più alta”? :?: :?: :?:

  18. Gravatar
    corrado Says:
    24

    Io non sono paradossale. Ho raccolto quello che scrivi. Invece tu il vizio di attribuire ad altri pensieri non propri non te lo togli mai.

  19. Gravatar
    kagliostro Says:
    23

    @Corrà: ovviamente facevo degli esempi per spiegarti che a me interessa di più la ciccia (il fine) che la forma (il mezzo). Ovviamente non penso che lo Stato debba regolare le risse verbali (anche se in parte lo fa visto che non puoi diffamare le persone). Se volessi essere paradossale come vuoi esserlo tu con me, allora secondo te dovrebbe essere tolto il divieto di vendita degli organi oppure si potrebbe abortire fino al nono mese? Oppure togliamo il divieto di guidare ubriachi?

    @Cachorro: dove ho detto che la libertà può essere utilizzata SOLO in modo giusto? semmai sei moralmente e naturalmente obbligato ad utilizzarla SOLO in modo giusto :grin: :grin: . Poi che tu ci riesca o che sia possibile farlo è un altro discorso. E’ un obbligo morale più che un obbligo statale. Il problema è che tu la guardi solo dal punto vista dei problemi etici o dei diritti civili. Quando poi passiamo ai diritti economici, sono sicuro che protesteresti se qualcuno abolisse l’antitrust o si approfittasse di una legislazione permissiva per violare quello che per te è ad es. il “giusto” comportamento che il “padrone” deve tenere con i suoi sottoposti (come ad es. stipulare un’assicurazione contro gli incidenti sul lavoro). Se fosse come dici tu, anche trovando odiosa la possibilità di un licenziamento in tronco, alle urne dovresti votare per l’abolizione dell’articolo 18. Oppure in quel caso la libertà d’impresa di un qualsiasi tizio di assumere o licenziare chi gli pare va a farsi fottere? Ru saresti liberissimo di non farlo, ma lascia agli altri la possibilità di decidere. O no?

    Tutta la questione per me sta nel riuscire a trovare un giusto dosaggio nelle 3 componenti alla base di uno Stato: libertà, democrazia e meritocrazia. Tre cose che secondo me fino adesso sono passate come strettamente correlate, quando invece in molti casi non lo sono per niente. E per farlo, bisogna innanzitutto trovare dove queste 3 cose vanno a confliggere o producono risultati “inferiori” a quelle che sono le attese “logiche e naturali”.

  20. Gravatar
    corrado Says:
    22

    La domanda era quella. Poichè hai scritto Lo Stato deve legiferare lì dove c’è un utilizzo sbagliato della libertà, e alla mia domanda hai risposto Un utilizzo scorretto è quello di fomentare risse verbali che i problemi li acuiscono invece di risolverli, possiamo dedurre che, per te, lo Stato deve legiferare lì dove si fomentano risse verbali che i problemi li acuiscono invece di risolverli.

    ¿Claro?

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