A me dispiace tantissimo che Bush sia andato via.
E secondo me è sbagliatissimo ragionare in termini di “è stato il peggior/miglior presidente” del secolo perché è impossibile fare paragoni visto che lui si è trovato ad affrontare una situzione difficilissima ed imprevista a cui ha reagito imponendo un “cambiamento” radicale con cui il mondo deve fare i conti.
Certo si può essere contrari a questo cambiamento, ma l’alternativa dov’era?
Gli attacchi alle torri sono arrivati proprio perché l’ONU e Clinton e l’Europa non avevano fatto nulla prima. Non perché Bush ha fatto la guerra dopo.
Ed credo che OBama lo sappia benissimo al contrario di alcuni suoi fan sfegatati che probabilmente rimarranno molto delusi.
Ecco, visto che bisogna imparare dall’esperienza, ache quelle altrui, proprio osservando come si sono comportati alcuni fan del PD americano (imitati immediatamente dalle macchiette di casa nostra) mi preme invece far arrivare un grosso augurio di buon lavoro al nuovo presidente degli Stati Uniti.
Io avrei votato Mc Cain e sono ovviamente filorepubblicano, però credo che la cosa più deleteria sia quella della delegittimazione dell’avversario che ti ha appena “sconfitto”. Tanto più se in periodo di guerra in cui bisogna stare “uniti”.
D’altra parte sono sicuramente più le cose che ci uniscono che quelle che ci dividono.
Quindi bando alle ciance, la competizione elettorale riprenderà fra 4 anni, ma per il momento “ben arrivato Mr President!” anche da un suo non sostenitore italiano.
W l’America!
Siempre
NOTE: il discorso di Obama
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12 Responses to “Il nuovo presidente”
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E in cosa consiste questo “cambiamento”?
Nello stravolgimento del diritto nazionale e internazionale?
Nell’avventurismo militare?
“Gli attacchi alle torri sono arrivati proprio perché l’ONU e Clinton e l’Europa non avevano fatto nulla prima. Non perché Bush ha fatto la guerra dopo.”
E difatti gli attacchi alle torri sono una delle poche cose che non si imputano a Bush (cioè, cospirazionisti a parte).
Non darei la colpa neanche a Clinton, che si è trovato a dover decidere in alcune occasioni se portare avanti un intervento militare mirato contro Bin Laden e ha desistito perchè in tutti i casi sarebbero stati coinvolti anche numerosi civili. Col senno di poi sono tutti bravi (anche ammesso che l’eliminazione di Osama sarebbe stata determinante).
Il fallimento è stato di intelligence ed è legato (com’è ormai stato ampiamente dimostrato) alla decadenza della CIA e alla mancata collaborazione con l’FBI.
Tu sai che alla vigilia dell’11 settembre c’erano solamente tre agenti della CIA in grado di comprendere una conversazione concitata in arabo?
L’ONU e l’Europa, poverini, non c’entravano assolutamente niente.
Cachorro non credo che la tua analisi sia corretta.
Al di là del fatto che la CIA abbia sbagliato, il problema del Medioriente è il medioriente stesso.
Ovvero in quella parte del mondo c’è un cancro che pian piano si stava (e si sta?) espandendo senza che nessuno facesse niente per guarirlo.
Per carità, anche gli USA avranno contribuito a crearlo tacendo o approfittandone per interessi petroliferi.
Però non mi venire a dire che la colpa degli attacchi è della CIA che non aveva investigato bene.
Lì c’è un grosso problema da risolvere: altro che la CIA.
E l’ONU, l’Europa e gli USA non se ne sono accorti se non con la caduta delle torri. Poi, però, mentre gli USA con Bush elaboravano la loro strategia (giusta o sbagliata che fosse), l’Europa e l’ONU hanno continuato a farsi le seghe tacendo anche su cose come l’omicidio di Theo Van Gogh.
Eppoi non capisco che errore “ideologico” abbia fatto Bush: ha semplicemente tentato di portare la democrazia esattamente come avevano fatto i suoi predecessori nel secondo dopo guerra in Europa. Che per liberare l’Italia hanno usato le caramelle contro i fascisti?
E l’ascesa al potere di Hitler ti sarebbe parsa “arginabile” con una CIA più forte negli anni ’30?
ciao K…
Viva Obama!
per chiarirsi: anch’io avrei votato McCain, ma voglio sperare che come tutti gli uomini di sinistra, anche Obama alla fine si ritroverà a fare scelte molto impopolari per i suoi elettori e sostanzialmente finisca per fare le stesse cose che avrebbe fatto McCain.
soprattutto in politica estera.
agli interni, invece, mi auguro cambi davvero qualcosa…anche se gli USA mi piacciono davvero così come sono…anche oggi, coi loro mille difetti.
se Obama toglie pure quelli mi costringerà ad andarci ad abitare e vivere per sempre…eheh…
facciamo una scommessa: da adesso in poi, tutti i setback di Obama saranno colpa degli otto anni di governo di Bush.
per cui, caro Marco (e cari altri), Obama non toglierà i mille difetti interni.
@Marco: ci puoi scommettere che farà scelte impopolari. Tnat’è che ieri sera Zucconi ha già iniziato a cambiare le carte in tavola e a dire che Obama non aveva promesso niente in campagna elettorale (cosa falsissima).
C’è però da dire che da una parte l’economia non può certo andare peggio, dall’altra lui sembra avere carattere e sa giocare con i media. In più gode di una protezione mediatica dovuta al fatto che Hollywood non può sparargli addosso dopo averlo votato.
Però davvero non ci si può augurare una cosa del genere sia per lui che per noi.
ASpettiamo e speriamo.
Ciao bellooooooo
@Lucià: ecco, appunto. La colpa la faranno ricadere su Bush e Obama condirà il tutto con un po’ di spot politically correct. Basterà?
Bah…
Sinceramente non lo so, Obama mi riesce indecifrabile perché è il più pauroso fenomeno di massa di cui è vittima lui stesso.
Insomma secondo me ci crede davvero di essere un salvatore.
Un po’ come Berlsuconi. Vedremo che combinerà…
Spero per gli americani (e in parte anche per noi) che sia un po’ meglio di Berlusconi e un po’ meno sparapalle.
Comunque Bush se ne va con un gradimento bassissimo che non ha pari in nessun altro presidente dell’era moderna, escluso Nixon per i noti motivi. L’economia può ancora peggiorare, anzi è probabile che peggiorerà. Esportare la democrazia dove non c’è una cultura pronta per riceverla è una grande cazzata utopistica. Un pensiero non degno di una grande nazione, ma credo che sia stata usata per prendere per il sedere un po’ di gente, come con le fialette di Powell. Obama farà bene proprio se non si mette in mente di strafare. Basta che non si adagi sullo status quo e introduca gradualmente delle innovazioni. Sempre che lo facciano durare.
L’organizzazione di Osama Bin Laden era stata riconosciuta come il principale pericolo per la sicurezza USA (considerando che aveva causato la morte di decine di militari americani verso la fine degli anni ’90). Il fatto che sia riuscita a colpire così duramente gli USA è stato un fallimento dell’intelligence.
Per quanto riguarda il “cancro” del Medio Oriente l’ONU era (come per qualsiasi altra cosa) impotente, l’Europa quasi totalmente ininfluente, specie negli ultimi anni (bisogna tornare indietro di parecchio per arrivare all’Algeria, ai tramacci degli inglesi con Saddam e al coinvolgimento franco-britannico a Suez).
Quella regione è un campo minato da più di quarant’anni ormai. Distribuire colpe nel casino che è diventata è un giochino sterile, ma il grosso degli interventi esterni deleteri sono responsabilità di USA e URSS.
E d’altra parte non è affatto vero che gli USA non si erano accorti del pericolo: l’integralismo islamico è stato identificato come “il nuovo nemico” già un secondo dopo il crollo dell’Unione Sovietica.
Da cui la mia posizione: il 9/11 è il frutto di un fallimento dell’intelligence, non della leadership americana.
Il tuo citare la II Guerra Mondiale è illuminante perchè commetti lo stesso errore di Bush, e cioè utilizzare una mentalità inapplicabile alla situazione attuale del M.O.
Contro i Nazi la situazione era semplice: c’erano gli alleati e i nemici (il fatto che tra gli alleati ci fosse il peggior dittatore della storia dell’uomo era un problema procrastinabile).
Con la Guerra Fredda, gli USA hanno utilizzato la dottrina Truman: i nemici dei miei amici sono miei amici. Questo FORSE ha limitato l’influenza URSS nel Terzo Mondo, sicuramente ha causato diverse disfatte militari e diplomatiche agli USA, di alcune delle quali ancora le conseguenze (l’Iran).
Dopo la Guerra Fredda la dottrina Truman faceva ridere i polli: tutti erano nemici di tutti. Bush si è buttato a pesce senza capire tanto bene neanche la differenza tra Iran e Iraq. Parlare di strategia è inappropriato. Molto meglio farsi le seghe, per come la vedo io.
@Giancarlo: sul gradimento non mi esprimo. C’era un articolo del FOglio di ieri che ne parlava e Bush non era proprio in fondo alla lista.
Una cultura adeguata… non so che vuoi dire visto che noi venivamo da secoli di monarchie e dittatura. E’ ovvio che dove non c’è democrazia non c’è nemmeno cultura democratica. MA le due cose vanno di pari passo.
Ma se prima non metti i presupposti per una non si svilupperò nemmeno l’altra. O no?
Il problema è che la gente si aspetta che Obama strafaccia: già un pizzico di meno ed inizieranno i piagnistei.
Resta il fatto che bisogna restargli vicino al di là delle appartenenze politiche.
@Cachorro: ma io non ho mica detto che non avevano capito il problema. A capirlo lo hanno capito, il fatto è che non hanno saputo risolverlo prima delle torri.
Bush ha fatto l’unica cosa sensata che si poteva fare: entrare ed imporre la mentalità americana (democrazia) con la forza.
Del resto se ci pensi quello che accade in Palestina è la stessa cosa: europa usa e ONU chiacchierano chiacchierano chiacchierano ed alla fine qual è la conseguenza? la guerra ad oltranza.
L’URSS era in mano ad una dittatura “di pari grado” a quella americana: tu mi bombardi, io ti bombardo. Erano due forze in equilibrio e poteva andare bene così. In MO la situazione è completamente differente, sia perché ‘sta gente è matta, sia perché hanno un botto di soldi, sia perché il territorio è infinatamente più vasto e le alleanze antiamericane sono una cifra.
Gli americani non possono più giocare “al coperto” come con l’URSS contando sul fatto che un giorno il MO imploderà.
E quindi l’unico modo è quello di far venire allo scoperto l’Europa e decidersi ad un’era di neocolonialismo all’americana (ovvero invasione->gestione->democrazia).
Altre soluzioni sono l’immobilismo europeo ovvero il “laviamocene le mani” (finché la guerra non arriverà pure qui).
“E quindi l’unico modo è quello di far venire allo scoperto l’Europa e decidersi ad un’era di neocolonialismo all’americana (ovvero invasione->gestione->democrazia).”
Visto che finora è andata tanto bene…
Cachorro nemmeno durante la seconda guerra mondiale andò “tutto bene”. Ma che altro si poteva fare? Lasciare Hitler al suo posto?
) però se c’è necessità ci si va.
A nessuno piace andare dal medico (ed ogni riferimento a te è puramente casuale
La colpa di una guerra non può essere di chi “non organizza bene la difesa”, ma solo di chi si adopera per l’attacco.
Tra l’altro vorrei ricordarti una differenza fondamentale nei due modi in cui si sono condotte le campagne militari degli ultimi anni: sotto Bill Clinton si bombardò senza tanti complimenti.
Viceversa con Bush c’è stato un tentativo anche di “costruire” qualcosa. Magari è stato fatto male, magari si poteva fare di più, ma a me sembra che tante critiche a Bush arrivino solo perché è Bush.
O no?
Tra l’altro mi è stato appena segnalato questo pezzo di Cremonesi da leggere TUTTO PER INTERO eppoi spedirlo via fax a D’Alema!