Sotto l’albero, quest’anno, oltre ai soliti regali (né tanti né pochi) e al mio splendido NC10, c’era pure una conferma: Christopher Reich.
Eh sì, perché il vostro K è un appassionato di libri gialli in generale e di tecno-gialli in particolare: le spy story sono il suo pane quotidiano ![]()
Anni fa non avrei mai creduto che si potessero leggere (con piacere) libri superiori alle 200-300 pagine, ma Crichton (sempre lui solo lui), riuscì nell’impresa di farmi ricredere (per la cronaca il libro era “Punto critico”) .
Da quel momento è stata una ricerca di altri autori che potessero almeno alleviare le “attese” fra un libro e l’altro dello scrittore di Chicago.
Ricerche che hanno portato alla scoperta di Baldacci Ford (bellissimi i suoi primi libri -”Il Biglietto Vincente” su tutti-, meno brillanti, ma comunque molto godibili, anche gli ultimi ed in particolare “Puro genio“).
Ma non di solo Baldacci Ford vive il K ed anche altri scrittori possono vantare la presenza nella sua “modesta” libreria.
Tra questi anche Faletti (“Io uccido” fu veramente una sopresa, mentre gli ultimi li ho zompati per la delusione del secondo libro) ed ultimamente, appunto, Reich.
Il “giovane” Cristopher Reich di cui ho appena finito di leggere sia “Il Clan dei patrioti” (molto Baldacci Ford) sia “Il banchiere del diavolo” (anche se la solfa è sempre la stessa -una spy story in cui l’Islam ci vuole fare fuori tutti senza riuscirci- è quello meno “ruffiano” e più originale per la presenza di un’indagine interamente basata sulle tracce lasciate dai movimenti di denaro… ).
E dal 24 dicembre sono in fuga sulle Alpi insieme al protagonista dell’ultima fatica di Reich ovvero “Le regole dell’inganno“.
Libro che fino a pagina 240 (su 512) per il momento non delude le attese pur proponendo un ritorno ad un’interpretazione “baldacciana” delle spystory (in pratica il lettore ha tutti gli elementi del puzzle, ma non sa da dove iniziare per metterli insieme… e continua indefesso a leggere leggere leggere per capire come farà l’autore a sbrogliare l’intrigo).
Tratti caratteristici di questo libro sono l’ambientazione nella vecchia Europa (già sfoggiata da Reich nel “banchiere del diavolo”) e… boh, mi sa solo la conoscenza della vecchia Europa per il momento.
Ma tanto basta per consigliarvelo se siete appassionati del genere.
Unico neo: i 21,50 euro del prezzo… (fra qualche mese lo troverete ad un più “onesto” 9,90) e la fila “spropositata” da Feltrinelli (ma non c’era la crisi?).
E voi che state leggendo?
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12 Responses to “Le regole dell’inganno”
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Caro K, l’insopportabile prolissità autocompiaciuta di Faletti a parte, condivido l’apprezzamento per il genio di Chicago.
Non conosco Reich, ma l’ho messo in coda per gli acquisti. Ti farò sapere.
Per ora sto leggendo anche io un techno thriller: Grandi Speranze di Dickens.
buon anno!
@MArco: eh, ma te sei una macchina culturale. Concerti, libri… ti manca solo l’iscrizione ad una scuola di cioccolatieri per imparare a fare il cioccolato
PS: splendida idea quella del libro di Dickens. Ho comprato anni fa Copperfield e non l’ho più letto… forse perché troppo “comune”. ‘Sto Grandi speranze invece mi ispira già dal titolo. Eppoi cosa c’è di meglio per iniziare bene l’anno?
Readings in progress: Moby Dick, trilogia Il signore degli anelli, Lettere ad un bambino mai nato (Fallaci), La fondazione (Asimov)
Che minestrone :cann:
Mizzeca Dom: io a malapena riesco a finire un libro alla volta… mi fate sentire un ignorante… anzi un Celentano
E basta con le marchette!!!
A parte gli scherzi: iscriviti ad Anobii, no?
Corrà, ma sono iscritto: il problema è che mi dimentico sempre di aggiungere i libri che leggo…
Ho appena finito di leggerlo (in appena 1 giorno e mezzo): bello e scritto bene.
Siccome non ho capito se l’hai letto tutto o solo le prime 240 pg. non ti dico altro, solo che alla fine (secondo me) lascia non risolte 2 cose (cmq secondarie) e anche un’altra è ambigua. Se vuoi parlarne scrivimi pure a zigzag2000@libero.it
Ciao Zig: l’ho letto tutto anche io.
E mi è piaciuto moltissimo anche se il finale me l’ero aspettato (d’altra parte quando leggi tutti i libri di uno stesso autore sai già -più o meno- se ti sdta preparando il finale a sorpresa).
Cmq è vero che ci sono un paio di punti non proprio chiari: ad es. la trama è debole proprio sulle due valigie. Perché mai la moglie non le ha recuperate prima di morire? Boh…
O perché non ha tentato di riprendersele subito?
O perché non ha parlato col marito visto che poi è stata costretta a farlo?
Insomma se uno si mettesse a cercare il pelo nell’uovo troppe cose non vengono spiegate…
Piuttosto, a proposito di libri, ho scoperto oggi che Leoni non ha scritto un solo libro su Dante detective, ma addirittura 4. Dovrò comprarli, che bellooooo!!!
Le tre cose non chiare/ambigue:
1) nell’epilogo gli israeliani bombardano le basi missilistiche anziché gli impianti nucleari (visto che hanno avuto la memoria flash con tutto il programma nucleare iraniano che quindi possono rendere noto al mondo), quindi immagino usino armi convenzionali invece delle 4 atomiche da bunker che gli avevano dato gli USA
2) chi ha dato agli israeliani la memoria flash?
3) chi è la “sorella” di Emma? Jonathan l’ha incontrata 2-3 volte, quindi come persona esiste. Un’altra agente?
Intanto aspetto che Mondadori si decida a tradurre gli ultimi 2 di Baldacci (da quel che ho capito sono il seguito de I collezionisti, a sua volta un po’ il seguito – non con tutti gli stessi personaggi – di Camel club)
@Zig: alla prima domanda credo di avere risposta (anche se ora mi hai messo il dubbio). Infatti gli israeliani non avrebbero potuto radere a zero gli impianti nucleari senza aver prima distrutto gli impianti missilistici (quelli comprati dai russi) anti aereo.
Infatti gli isareliani sapevano delle basi nucleari (anche se le informazioni che avevano erano sbagliate), ma non potevano attaccare per colpa della contraerea.
Alla fine grazie alla memoria flash sanno dove sono le VERE basi nucleari e grazie agli americani, oltre all’appoggio all’attacco ricevono in dotazione anche i missili per distrugggere le postazioni con i missili-antiaereo russi. Io almeno l’ho capita così.
La domanda 2 e la 3 non hanno risposta certa, ma questo m’era già capitato pure con l’altro romanzo di Reich.

Credo che l’autore zompi questi pezzi perché secondo lui sono “noiosi”. Ognuno si dà la risposta che vuole.
Cmq posso dirti che anche io ho trovato il finale troppo troppo “sbrigativo”. Quasi a dire devo consegnarlo all’editore.
Mizzeca che notizia mi hai dato su Baldacci: Camel Club ed i Collezionisti sono proprio un “ciclo” a cui c’è sicuramente un seguito visto come si chiude i Collezionisti. Tra l’altro è un ciclo che mi piace troppo, i personaggi sono troppo simpatici, quindi aspetto con impazienza i nuovi libri.
Ma tu dici che non solo è pronto il seguito di Camel Club, ma addirittura un altro libro di Baldacci????
Quanta mannaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa dal cielo!!!!!
Allora, i libri di Baldacci non ancora tradotti in italiano sono ben 4 (non 2 come credevo):
1) ciclo Camel Club-I collezionisti
a) Stone Cold (uscito in USA nov 2007)
b) Divine Justice (nov 2008)
2) ciclo Sean-Michelle (dopo Puro Genio)
- First Family (uscirà in USA apr 2009, quindi in Italia probabile non prima del 2010)
3) altro romanzo a sé (personaggi nuovi, mai visti)
-The Whole Truth (uscito aprile 2008)
@Zig: e vabbé cacchio, ma allora vuoi farmi avere un orgasmo letterario??????

:cann: :cann: :cann:
Puro genio mi è piaciuto molto quindi son troppo contento che ritornino pure loro.
Poi addiruttra altri 2 libri di Camel Club… una GODURIAAAAAAAAAAA. Meglio di Harry Potter
Ed un po’ mi mancava pure il romanzo baldacciano a se stante: non mi dispiacerebbe per niente un altro romanzo come il Biglietto vincente.
Grande ZIG!!!