Mi piace questo e questo. Quell’altro no.

Pubblicato: 1 August 2008, 10:48 am Add comments

Telecom ItaliaAhhhh D’Avanzo, perché sei tu D’Avanzo?
Molti di voi l’avranno sentito più e più volte nominare: Giuseppe D’Avanzo, giornalista di Repubblica della premiata ditta Bonini-D’Avanzo, specializzata nella denuncia di complotti&affini.
In realtà, il più delle volte, le denunce di D’avanzo sono di tipo socio-psicologico e riguardano lui stesso: si sente che da bambino deve aver sognato più volte di fare lo scrittore giallista. Purtroppo al nostro novello Agato Christie manca la classe di un John Grisham: in lui è totalmente assente quella sensibilità che permette ai grandi scrittori di dosare la loro fantasia per non snaturare i loro racconti.
In un buon giallo la fantasia va usata come una spezia rara su un piatto di nouvelle cousine, altrimenti copre tutti gli altri “sapori”.
Però gli va dato atto che, pur con questa carenza, D’Avanzo ha saputo reinventarsi giornalista giudiziario su una testata dove la sua qualità di cantafavole noir e smaschera complotti lo mette un palmo sopra tutti gli altri. E questa testata non poteva che essere Repubblica, da sempre più vicina all’ufologia politica che alla realtà quotidiana.
Finché va bene…

Perché poi ci sono le volte in cui concedi troppo alla fantasia e far raccordare tutti i pezzi del puzzle diventa un’impresa impossibile.
Tanto più se non stai scrivendo un libro (dove qualche licenza poetica te la puoi pure prendere), ma ancora di più se c’hai pure diversi padroni a cui rispondere.
Ecco, a quel punto le variabili sono troppe, l’equazione non torna e Agato non sa più che pesci pigliare.

Ma facciamo un piccolo riepilogo per chi si avvicinasse solo per la prima volta a quella intricata vicenda (la vendita Telecom del 1999) che oggi sta facendo impazzire D’Avanzo.
Nel 1999 la sinistra al governo regala ad un gruppo di imprenditori d’assalto, uno dei pezzi “pregiati” degli asset italiani: la compagnia telefonica di Stato.
Ora bisogna sapere che le comunicazioni sono forse il settore dove si può guadagnare di più (e con sicurezza) e sulla Telecom c’avevano messo gli occhi in parecchi a partire dall’editore di Repubblica e di D’Avanzo. Così quando De Benedetti perse quella partita, l’amarezza fu troppa perché non la sfogasse attraverso i “suoi” giornalisti.
Nessuno sa perché i DS e D’Alema brigarono tanto per far sì che De Benedetti e tanti altri imprenditori “sinistri” di vecchia generazione non partecipassero a quel banchetto.
Chissà, forse il vecchio pallino di D’Alema di uscire dal recinto “comunista”, di non essere più bollati come “bolscevichi”, giocò un ruolo fondamentale.
Se ti rinfacciano l’Icarus e e l’Icarus II, l’unica che puoi fare è cambiare giro di amici… cosa che D’Alema fece.

In ogni caso, nel 2001, quella cordata di imprenditori dopo aver sfruttato la gallinella Telecom, vende tutto a Tronchetti e Pirelli. Ancora col placet di D’Alema.
Anche stavolta De Benedetti subisce quasi in silenzio, nonostante il figlio entrerà nel board, ma non in maniera determinante (tanto da uscirne già dopo pochi anni).
Detta così, a grandi linee, uno potrebbe pensare che D’Avanzo sia solo il cagnolino che abbaia quando qualcuno fa del male al suo padrone.

Ma la vicenda Telecom è molto più intricata perché controllare Telecom ha voluto dire controllare molte altre cose…
Tanto più se il controllo è capitato nelle mani di uno dei due grandi gruppi di potere italiani. Gruppo che di solito si trova dalla stessa parte della barricata nel mettere i bastoni tra le ruote di Berlusconi e Mediaset, ma che all’occasione…
Chi più, chi meno.
D’Alema, da abile stratega (è ironico), pensando che il supporto dei lettori di Repubblica fosse scontato/consolidato (non foss’altro che se Repubblica si mette a menare sulla sinistra, quel giornale chi lo compra più?) tentò di avvicinarsi a quell’imprenditoria del nord tendenza Lega, meno legata ai vecchi partiti DC-PCI…
Purtroppo per lui, la moglie tradita (Repubblica) iniziò a menare di brutto sulla sua capoccetta e sul gruppo dirigente che avallò quelle operazioni.
Purtroppo per Repubblica però, i tempi sono quelli che sono: D’Alema in questo momento è forte della debolezza di Veltroni (scelto da De Benedetti… chissà perché), in più la sinistra è quasi scomparsa dal paese, Berlusconi-Napolitano-l’Italia vanno d’amore d’accordo ed il dialogo con Veltroni che si era interrotto dà segni di ripresa (che vedremo in autunno).
In più quel gruppo di potere che lavorava ai fianchi Berlusconi insieme a REpubblica, viste le brutte, ora quasi quasi fa da supporter a Berlusconi stesso.
E nel momento in cui si scoprono gli altarini, anche quella magnifica stagione della bassa manovalanza che scendeva in piazza a fare la rivoluzione ogni 3*2, fa la sua becera figura e REpubblica radical-chic non può contare nemmeno su quel saltimbanco di Grillo che proprio ieri dava del malato a Napolitano.
A Repubblica l’isolamento è quasi totale, tanto che non sorprende leggere di Berlusconi a colloquio con De Benedetti o Scalfari che fa gli auguri a Passera per la vicenda Alitalia (tocchiamoci i maroni: Scalfari è stato nell’ordine pro-fascismo, pro-comunismo, pro-Prodi, pro-Veltroni etc etc etc. Chi Scalfari tocca, muore!).

Dunque, mentre oggi Berlusconi governa il paese, i veleni che ammorbano la sinistra devono pur trovare uno sfogo.
Repubblica è presa in mezzo: da una parte vorrebbe fare come ha sempre fatto, sputtanando ed imponendo la sua legge “chi non ci rispetta muore”, dall’altra non può permettersi di uccidere la sua gallinella dalle uova d’oro anche se ammalata…
Come fare? Semplice, ci pensa la fantasia di D’Avanzo.
Così un giorno sputtana D’Alema, Fassino etc etc per colpire Tronchetti.
Il giorno dopo scrive testualmente “[...]Non è che le parole di Tavaroli siano oro colato, naturalmente. Dell’ambiguità della sua “confessione” abbiamo ripetutamente avvertito il lettore”.
Però poi aggiunge che “Tavaroli fa il nome di Marco Tronchetti Provera come il mandante di quel dossieraggio. Ci è parsa una notizia. E’ un’accusa di cui Tavaroli dovrà rendere conto nel processo.”

Insomma Tavaroli non va creduto quando parla male dei DS o di D’Alema o di Fassino: non sia mai, non si può assolutamente credere che questi santi uomini prendano tangenti e guai anche solo ipotizzarlo. Il conto OAK (quercia) FOUND all’estero è una pura invenzione, o meglio, è vero, ma è intestato a gente onesta e che nulla c’entra con D’Alema Fassino etc etc.
Però non si può tacere che se quel conto fosse esistito, embé, allora l’avrebbe creato Marco Tronchetti Procera allo scopo di sputtanare i DS e D’Alema, Fassino etc etc
E Tronchetti Provera, maledetto capitalista che oggi va d’amore e d’accordo con Berlusconi, va portato in tribunale visto quanto dichiarato da Tavaroli.
D’Alema e Fassino no, Tronchetti sì…
Ecco il giornalismo alla D’Avanzo: tanta, troppa fantasia, ed il troppo stroppia.
La chiosa finale sul complottismo è la ciliegina sulla torta perché non si capisce più dove voglia andare a parare… ci crede o non ci crede?. Mah
A D’avanzo gli si sta stroppiando la carriera…

NOTA: che sia una guerra a tutto campo lo si nota anche dai due riferimenti a Panebianco e Galli della Loggia che nelle settimane passate avevano pesantemente attaccato la sinistra “e lo spergiudicato gruppo editoriale loro contiguo” (Repubblica).

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9 Responses to “Mi piace questo e questo. Quell’altro no.”

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  1. Gravatar
    Valeforn Says:
    1

    Insomma, ce n’è d’avanzo. :)

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    kagliostro Says:
    2

    Non preoccupiamoci: prima o poi il DAV tornerà a colpire!
    E allora ci divertiremo :grin: :grin: :grin:
    La storia di questa nostra povera Italia è veramente meglio di un romanzo a puntate :cann:

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    Domenicotis Says:
    3

    Lasciamo stare D’Avanzo e parliamo piuttosto della signorina Alice …… :cann: :cann:

  4. Gravatar
    kagliostro Says:
    4

    Dom, chissà quante ne trovi a Capri ora che Silvio vi ha pulito la regione :grin: :grin:

  5. Gravatar
    lm Says:
    5

    con sto caldo, non riesco a commentare.

    però, però, … ma possibile che non ci sia “un giudice a Berlino” che metta in riga sta Repubblica? tirano il sasso e prima o poi nascondono la mano. Tutto il casino di Telecom Serbia non venne da loro? è possibile che gli articoli di giornale si scrivano per mettere di mezzo il terzo incomodo? mi devo rileggere il libro di Giacalone, non riesco a raccapezzarmi.

    Quando scrivi i post così lunghi dovresti fare il “quesito di diritto”, come si fa ora in Cassazione: in cinque righe dovresti dire l’errore e la soluzione, sennò, con questo caldo … :cann: :cann:

  6. Gravatar
    kagliostro Says:
    6

    UAAUUAUA
    L’errore è il post, la soluzione è il mare, ma non posso scriverlo che sembra brutto :grin: :grin:
    Telecom Serbia fu del Giornale se non sbaglio.
    I giudici ed i magistrati poi so’ loro amici, quindi non credo che li temano più di tanto :cool: :cool:

    Bella per te Lucià! :arrow: :arrow:

  7. Gravatar
    lm Says:
    7

    mi sembrava Repubblica: una volta tanto, Wikipedia:http://it.wikipedia.org/wiki/A.....om_Serbia.

    i magistrati: chi era, il solito Maddalena??

    kaglio’, fa caldo, non si riesce a dormire la notte.

  8. Gravatar
    kagliostro Says:
    8

    Lucià, mi inchino, tu mi vai pure a trovare i riferimenti! sei peggio di D’Avanzo :grin: :grin:

    Ti lamenti tu del caldo? io con questo caldo ci faccio pure la dieta e quello che perdo da una parte lo recupero con litri e litri d’acqua :twisted: :twisted:
    Cmq speriamo che duri come a luglio: 3 o 4 giorni li reggo, non di più.
    Eppoi aspettiamo che arrivi settembre :oops: :oops:

    Sto cercando qualche cazzata di argomento su cui scrivere due o 3 righe di post… ma o è tutta roba troppo impegnativa oppure sono veramente delle cazzate :?: :?:

  9. Gravatar
    simo Says:
    9

    kagliostro, spero tu non sia così ingenuo da credere seriamente a ciò che hai scritto… forse era davvero troppo il caldo. davvero vorrei solo che intuissi che forse non hai ragione. ci vorrebbe qualcuno che viene a darti qualche lezione per insegnarti qualcosa, con serietà. come a scuola! A parte gli scherzi, dovresti “studiare” un po di più.

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