La vera storia del raid neonazista

Pubblicato: 29 May 2008, 9:21 am Add comments

Pigneto RepubblicaA me quella del Pigneto è una storia che non aveva convinto fin dall’inizio.
Ecco perché sabato mi ero precipitato a fare lo screenshot della HP di Repubblica prima che togliessero la scritta: sapevo che sarebbe tornato utile per un post come questo.
In realtà, viste le modalità ed il racconto, pensavo si trattasse più di una cosa creata ad arte dai centri sociali (succede succede) che quello che poi era.
Questo non vuol dire che i neonazisti non esistano: altroché se esistono, ma di solito escono la notte come i sorci per andare a disegnare svastiche un po’ dappertutto.
Di solito poi le scazzottate le fanno con quelli dei centri sociali.
Nel corso degli anni ci sono stati un paio di episodi simili a quelli del Pigneto (anche qui vicino), ma il motivo era sempre il maledetto bar che vende droga e attorno a cui si radunano tante brutte facce: alcune brutte per i lavori pesanti, altre brutte per i lavori “sporchi”.
Ma roba come quella del Pigneto…
A Roma il problema neonazista esiste come esiste quello dei centri sociali: ragazzini che considerano il fascismo come una trasgressione. E quindi si riempiono di simboli di cui nemmeno conoscono il significato. E’ un problema che andrebbe affrontato seriamente, ma con la scuola che cade a pezzi, chiedere ai professori di monitorare e riferire ai genitori quanto vedono o sentono, pare un’utopia.

Ma il racconto di “Ernesto”, scovato proprio dal giornalista di Repubblica Carlo Bonini, è una pagina troppo importante per mischiarla adesso con le vite di ragazzini idioti, maleducati e stronzi.
Vi assicuro che leggendo l’articolo ho avuto come l’impressione che nessuno scrittore avrebbe saputo inventare una cosa del genere.
La cosa che mi ha colpito di più è che sembra di vedere l’appendice di un film di Aldo Fabrizi e di Anna Magnani con scritto “ma 50 anni dopo…”.
La malinconia per quella Roma “che prima non era così”.
So che la vicenda è drammatica, so che molti non capiranno e che alcuni fraintenderanno pensando che è un “avallo” all’azione di Ernesto, ma…
Quanta malinconia e quanto lavoro per Alemanno.
Altro che le strade ad Almirante e a Berlinguer.
Alemanno prenda la pagina di Repubblica con il racconto di Ernesto, la faccia incorniciare e la metta nel suo ufficio.
Nessuno vuole vivere in un film in bianco e nero, ma nemmeno è tollerabile vivere in questa maniera.

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22 Responses to “La vera storia del raid neonazista”

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    kagliostro Says:
    22

    Fammi capire Cachorro: tu subisci per 10 anni le cose peggiori.
    Poi un giorno ti rompi il caxxxo, ti salta la brocca e reagisci. Ovviamente diventi tu stesso un criminale e su questo non ci sono dubbi.
    Ma porca miseria, ci sarà una differenza fra chi sbrocca contro chi gli fa un torto per 10 anni eppoi quando torna in sé si va a costituire dicendo che ha sbagliato e quelli che dei centri sociali che per anni e anni si rendono partecipi di assalti di gruppo, violenze e compagnia e si dotano di una rete di protezione pazzesca?

    La sinistra sta con i no-global o con Ernesto?

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    Cachorro Quente Says:
    21

    “Come tu possa parlare di “criminalità” davvero no nlo so: a parte Ernesto, gli altri non mi sembra siano stati in galera o siano delinquenti o facciano parte di bande cirminali che scippano, stuprano, uccidono, vendono droga?”

    Non so, quando uno si copre il volto, prende delle mazze e comincia a sfasciare vetrine il termine “criminale” mi passa per la testa (passerebbe anche a te, se le vetrine le sfasciassero per protestare contro un G8).
    Evidentemente erano “pischelli” del giro di “Ernesto”.

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    kagliostro Says:
    20

    Cachorro, guarda che ti sbagli: qui a Roma sai da quando ci sono gli “immigrati”? da decenni.
    Polacchi e filippine.
    Ed i vu cumprà sono roba degli anni ’80.
    Non mi pare che 20 anni fa ci fosse questa paura.
    E’ evidente che s’è rotto qualcosa…

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    kagliostro Says:
    19

    Nooooooo Cachorroo!!
    Ma come puoi dire che le vecchine ed i bambini fanno parte della malavita romana?
    Ernesto ha agito perché ad una donna hanno rubato il portafoglio.
    Uno razzista non ha bisogno delle scuse per andare a picchiare un immigrato.
    Vorrei vedere te se si piazzassero per mesi o anni sotto casa tua con lo spaccio di droga, con le sirignhe per terra, ti pisciano sulle rose, fanno le peggio cose… ecco vorrei vedere te come reagiresti.
    Ad un certo punto “ti parte la brocca”.
    Ma è pure “normale”: se nessuno ti difende, automaticamente ti difendi da solo.

    Ma lo faresti sia contro immigrati che contro italiani. Ad un certo punto non resisti più e scoppi.
    Come tu possa parlare di “criminalità” davvero no nlo so: a parte Ernesto, gli altri non mi sembra siano stati in galera o siano delinquenti o facciano parte di bande cirminali che scippano, stuprano, uccidono, vendono droga?

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    Cachorro Quente Says:
    18

    “Quella frase sul “non portano rispetto” te la spiego in due parole: ERnesto sarà un ladro, sarà stato in galera, ma lui rubava “nelle banche”. Quello che invece si vede è che alcuni stranieri non colpiscono “la ricca signora ingioiellata”, ma vanno a scegliere proprio i più deboli. Manca un codice, delle regole di “civiltà” anche nel rubare, nel non fare la guerra ad altri poveri.”

    Mi spiace, non credo nella retorica della criminalità dei bei tempi andati, perchè è troppo un topos ricorrente (molto cinematografico tra l’altro) per convincermi.
    Buscetta che parla della Cosa Nostra di una volta (prima dei corleonesi), i mafiosi siciliani che parlano dei russi, gli italiani che parlano dei maghrebini che parlano degli albanesi che parlano dei rumeni… e sempre a tirar fuori il codice di comportamento, la solidarietà.

    E’ ovvio che l’immissione di persone estranee alla propria cultura causa incertezza e tensione, che se i ladri giocavano con te da bambini non ti svaligiano la casa, ma la criminalità ha sempre colpito più duramente le fasce basse.
    Che poi è da guardare il quadro generale. Fino agli anni ’70-’80 eravamo un tranquillo (a parte estremismo politico interno) paese europeo, ignaro del resto del mondo, con un welfare fin asfissiante, poi ci siamo trovati ad affrontare (molto più in fretta che non gli altri paesi, Spagna esclusa forse) il contatto con gli stranieri, e poi la competizione con i mercati emergenti, la crisi del sistema pensionistico e del modello del posto fisso… è proprio un caso da manuale di situazione sociopolitica di insicurezza che funge da terreno di coltura per la xenofobia.

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    Cachorro Quente Says:
    17

    http://www.repubblica.it/2008/.....gneto.html

    “Se lo sentissi – dice il suo amico al telefono – non diresti mai che è un africano. E’ uno de noi. Parla romano e magna romano come noi. Per questo è venuto con noi”.

    Hai capito?
    Il colore della pelle non ha nulla a che vedere con la diversità, è solo funzione della variabilità della pigmentazione cutanea.
    La xenofobia ha poco a che vedere con il razzismo biologico.
    E’ il solito discorso del “Io ho tanti amici omosessuali/neri/ebrei”…

    Se non vogliamo parlare di xenofobia, parliamo di una reazione della mala romana nei confronti della mala straniera (tipo Native Americans vs. Dead Rabbit in Gangs Of New York di Scorsese, tipo gangster irlandesi contro gangster italiani, tipo neri contro portoricani a Harlem, tipo Montecchi e Capuleti).

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    kagliostro Says:
    16

    Maddai Cachorro, non è così.
    Innanzitutto stiamo parlando di quartieri “popolari”: se lì ti rubano il portafoglio, capace che non puoi mangiare per un mese.
    E’ capitato davanti ai miei occhi un paio di mesi fa: una filippina deruata e buttata per terra da uno zingarello di 10 anni che le ha portato via i risparmi di un mese.

    Poi non puoi dirmi “hanno rubato SOLO un portafoglio”: qui stiamo parlando di una situazione di assoluto DEGRADO. A Ostia ci sono delle zone dove trovi band di albanesi che si drogano sotto i portoni dei palazzi lasciando siringhe sporche dappertutto.
    Eppoi furti e furtarelli.
    E la droga che gira che alimenta ancora di più la criminalità.
    E non puoi uscire di casa senza temere che qualcuno ti violenti.
    Non puoi portare i tuoi bambini al parco perché è pieno di drogati o di immigrati che pisciano in mezzo alle ortensie.
    Puzza e sporco dappertutto…
    Cachorro questa non è vita.

    Non è il “mi hanno rubato il portafoglio” o “non mi portano rispetto”.
    Stiamo parlando di poveracci che vivono in quartieri del terzo mondo a stretto contatto col degrado.
    Quartieri dove non ci si può nemmeno permettere di installare le sbarre alle finestre o di montare la porta blindata (e sarebbe vita vivere così nel terrore?)

    Quella frase sul “non portano rispetto” te la spiego in due parole: ERnesto sarà un ladro, sarà stato in galera, ma lui rubava “nelle banche”. Quello che invece si vede è che alcuni stranieri non colpiscono “la ricca signora ingioiellata”, ma vanno a scegliere proprio i più deboli. Manca un codice, delle regole di “civiltà” anche nel rubare, nel non fare la guerra ad altri poveri.
    Con alcuni immigrati invece vedi la più totale assenza di una qualche forma di “carità”: capace che ti sparino per 10 euro. E se la vita non vale nemmeno 10 euro, tanto vale quello che ha fatto Ernesto.
    Insomma, vedi proprio la cattiveria in alcuni. Ovviamente non in tutti, ma che il fenomeno sia in espansione si sente.

    Insomma è l’esasperazione più totale per delinquenti che se ne fottono e che poi rimangono totalmente impuniti a causa di una giustizia che non fa niente, niente niente.
    MEntre magari il povero Ernesto per ogni rapina si faceva i suoi 5 o 6 anni di prigione.

    Come si fa a non capire che se va avanti così scoppierà una guerra io proprio non lo so… :?: :?: :?:

    E, ripeto, non lo vedi dal numero dei furti e dei crimini minori (che come diceva Manganelli sta aumentando), ma dalle modalità di assoluta crudeltà.

  8. Gravatar
    kagliostro Says:
    15

    @Lucià: Veltroni è in forte imbarazzo, anche perché Alemanno si è insediato da un paio di settimane e quello che è uscito fuori questi giorni altro non è che un lascito di Veltroni!
    Però ‘sta cosa dell’Ernesto secondo me scatenerà un dibattito fortissimo all’interno della sinistra.
    Oggi Repubblica parla della presenza anche di un ragazzo di colore all’interno del gruppo dei manganellatori.
    Stanno saltando tutte le categorie mentali cheu no si fa sempre.
    E finalmente…. DIBATTITOOOOOOO!!! :grin: :grin: :grin:

    @Dom: grazie, è stata una bella partita molto sofferta. PErò ‘gnamo fattaaaaaaaaa!!!!
    Cmq Alemanno pare una COPIA di Veltroni: dove c’era una festa, c’era Veltroni. Dove c’era un ferito, arrivava Veltroni. Dove c’era un funerale, ZAC, ecco Veltroni. Così Alemanno: ogni cosa che accade lui chiede scusa.
    E di presidiare il territorio con volanti di polizia e vigili manco a parlarne.
    :cry: :cry: :cry: :cry:

  9. Gravatar
    Cachorro Quente Says:
    14

    Mah, diciamo che vivo nello stesso mondo vostro.
    Un paio di settimane fa a Milano hanno rubato il portafogli a mia madre (probabilmente dei Rom sulla scala mobile in metro), mia sorella studia a Bologna e non è niente tranquilla a tornare a casa la sera, e neanch’io non è che vivo in una baita in Svizzera.

    Semplicemente, non ci sono dati per suffragare un aumento significativo della criminalità: nel corso degli anni ’80 e ’90, gli extracomunitari si sono gradualmente sostituiti alle fasce più disagiate della società italiana, occupando anche spazi sempre più ampi della nicchia criminale (e non mi dite che trent’anni fa le ragazze potevano tornare a casa da sole la notte, perchè non è vero e mi sono stufato di sentirlo).

    Per il resto è semplicemente una questione culturale. “Ernesto” non ha pestato il maghrebino perchè ha rubato un portafoglio, ma perchè non ha mostrato il rispetto dovuto. E’ tutta una serie di incomprensioni, atteggiamenti arroganti effettivi o percepiti da parte degli stranieri, il tutto peggiorato dal disastroso stato della giustizia italiana ma anche dalla xenofobia montante dei media.
    Quello che voglio dire è: non è che i grandi fenomeni di intolleranza che la storia ricorda nascono dal niente, cioè un giorno qualcuno si sveglia e dice “Odio i negri perchè hanno la pelle scura” o “Odio gli ebrei perchè hanno ucciso Cristo”. Probabilmente i sudafricani erano “esasperati” dagli immigrati di altri paesi, così come gli ugandesi dagli asiatici negli anni ’80, gli americani degli stati del Sud dai neri liberi dopo il 1865, i polacchi del seicento dagli amministratori ebrei, ecc. ecc.
    Se torni indietro nel tempo e parli con questa gente, ti diranno le stesse cose che dice “Ernesto”: “io non ho nulla contro i XXX, ho anche amici XXX, ma sono esasperato, ora ti racconto cosa mi ha fatto quel XXX l’altra settimana”.

  10. Gravatar
    gierrelle Says:
    13

    Ma in che mondo vivi Cachorro?
    Non ti è mai capitato di prendere un treno negli ultimi anni?
    E non mai hai visto i controllori girare al largo dagli extracomunitari senza biglietto, mentre, se un povero cristo si scorda di vidimare il suo, diventano integerrimi nell’appioppargli una multa?
    Pensi davvero che sia stato soltanto “il furto di un portafogli”, quando abbiamo tutti visto in televisione come alla stazione centrale di Milano il furto sia il passatempo preferito degli zingari minorenni?
    Se proprio ti vuoi calmare fatti una bella passeggiata in periferia, così se ti soffiano l’orologio o il portafogli avrai modo di rilassarti in commissariato, quando ti diranno che loro non possono farci niente perchè sono privi di mezzi.
    Ma ti rendi conto che ci sono zone dove la Polizia non può più mettere piede da anni?
    E guarda che tra le ragazze che hanno paura di essere stuprate ci sono sicuramente o tua moglie, o tua figlia, o quache tua amica.
    Anche loro xenofobe?

  11. Gravatar
    Cachorro Quente Says:
    12

    Ma scusa Kagliostro, tutto il degrado che avrebbe esasperato “Ernesto” e i “pischelli” con i cappucci e le spranghe consisterebbe in
    - il furto di un portafoglio
    - gli immigrati che “sputano” e “fischiano il culo” alle ragazze
    ma cioè, ci rendiamo conto?
    Dei ROMANI delle borgate la cui tranquillità sarebbe sconvolta da un borseggio e da atti di burineria? Ma “I soliti ignoti” l’ho visto solo io?

    A me pare che in ‘sto paese si sia veramente perso il senso delle proporzioni. Sembra che prima che arrivassero gli immigrati stessimo in Svizzera.

    “Ernesto” può dire quello che gli pare: la parola chiave è xenofobia. Xenofobia non è sinonimo di razzismo, vuol dire paura dello straniero; se un operaio di Centocelle fischia dietro a una ragazza questa sta allo scherzo, se invece è un rumeno o un marocchino o un albanese ha paura di venire stuprata.
    Qua bisogna darsi una calmata.

  12. Gravatar
    Domenicotis Says:
    11

    Epperò pure Alemanno che chiede subito scusa senza prima capire cos’è successo. Neanche Bassolino è arrivato a tanto. Ma perché la destra vuole farsi del male?

    P.S. Anche se in ritardo mi complimento con la Roma, gran bella partita :cann:

  13. Gravatar
    lm Says:
    10

    ohé, Kaglio’, Wolter non ci sta, non chiede scusa a nessuno, anzi rincara la dose.
    http://www.ilvelino.it/articol....._id_556375

    irriducibile.

    Poi si lamentano se gli si dice coglioni…

  14. Gravatar
    kagliostro Says:
    9

    Gierrelle cattivoneeeee, non li prendere per il culetto :grin: :grin: :grin:

  15. Gravatar
    gierrelle Says:
    8

    Sbatti il naziskin in prima pagina… hehehe
    Da domani Nazirock ci farà vedere come ai raduni di Forza Nuova ci sia la fila per farsi tatuare il “Che” sul braccio. :grin: :grin: :grin:

  16. Gravatar
    kagliostro Says:
    7

    Ciao Lucià, grazie per la segnalazione (il lik è questo, ma così ad occhio mi sembra l’intervista di Repubblica con un incipit di PAnella… da Panella voglio qualcosa di moooooolto più corposo su questa vicenda! :grin: :grin: )

    @Marco: credo che al storia del Pigneto farà discuere moltissimo. E’ un po’ la conferma PIENA dei malumori presenti anche a sinistra sui reali problemi che le persone si trovano ad affrontare quotidianamente.
    Ed è una vicenda destinata a spaccare ancora di più la sinistra, ma anche a consentirle di fare ulteriore chiarezza sul suo futuro!
    :?: :?: :?: :?:

  17. Gravatar
    pomarc Says:
    6

    Non è un problema solo di Alemanno, non è un problema solo di Roma.
    (ps.: ecchelo qui er nazzischinne)

  18. Gravatar
    lm Says:
    5

    Sorpresa: il naziskin del Pigneto è tutto ”de sinistra” e gli piace il ”Che”. E ora, cari Soloni?

    è il titolo del pezzo di Carlo Panella, vattelo a leggere, Kaglio’

  19. Gravatar
    kagliostro Says:
    4

    Ahhh, la voglio vedere la Concita alla guida dell’Unità.
    MA soprattutto voglio vedere se Soru manterrà la promessa di non prendere i fondi del finanziamento pubblico… voglio proprio vedere :?: :?: :?:

  20. Gravatar
    snorri Says:
    3

    E poi adesso all’Unità andrà una donna, come ha detto Veltroni.

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