E’ da ieri che sto ridendo per questo post di Quartieri (ex Circonferenza… co-blogger di Harry). Ho addirittura cercato di ritrovare la foto (a dimensione maggiore), ma non c’è stato niente da fare (oggi ritenterò).
Ed è giusto cominciare un’analisi del voto “rosso” partendo proprio dall’ultima frase di Quartieri: “Il manifesto con l’astronauta italiano rappresenta alla perfezione il livello di analisi politica della società italiana da parte dei comunisti di Diliberto.”
In realtà con questa frase non solo si potrebbe cominciare un discorso su Diliberto & C, ma lo si potrebbe pure chiudere.
Ma il numero di paradossi contenuti nella sconfitta degli arcobalenotteri è talmente grande che sarebbe un peccato non fissarli nero su bianco prima di dimenticarli (alla fin fine un blog è un diario: fra molti anni rilegendolo dovrebbero tornare alla mente tutte le suggestioni passate e future… perché perderne qualcuna?).
Uno degli altri paradossi che a me son venuti in mente è il fatto che la sconfitta ha fatto giustizia della scelta di Bertinotti di uscire dal governo Prodi nel 1998: sembrerà strano, ma guardando a come sono andate oggi le cose, non si può non riconoscergli che nel 1998 aveva ragionissima lui. Tanto che nel 2001 e nel 2006 la sua scelta gli fruttò delle importanti affermazioni elettorali.
Una vittoria postuma che pur nella sconfitta gli va riconosciuta, quantomeno per separare un dirigente politico un po’ sopra le righe come Bertinotti, a quella coppia di idioti di Diliberto-Pecoraro.
Ma chi poteva prevederlo? avevano il 12%, si sono ristretti al 3… addirittura al 3,7% in Emilia Romagna… un bagno di sangue (rosso) mentre una rielaborazione del famoso quadro ‘Il quarto stato’ di Giuseppe Pellizza da Volpedo campeggia su molte multisala come locandina di un film con la Ferilli sui precari dei call center…
Noi in realtà un po’ l’avevamo accennato: se uno come Fuksas (che fino all’altro giorno stava col suo pugnetto chiuso, perché tanto l’accoppiata Berty-Prodi gli garantiva appalti a valanga) cambiava schieramento, ci si sarebbe dovuti aspettare molto presto il travaso di ben altri spezzoni del voto rosso in quello “rosato” della neodc di Veltroni.
Purtroppo, come si sa, in Italia i sondaggi servono a fare propaganda politica piuttosto che come strumento scientifico per capire cosa chiede la gente. E allora beccatevi ’sta disfatta…
Adesso lo stesso Veltroni si ritrova con un problema grosso come una casa come quello di dare rappresentanza per 5 anni ad una parte consistente dell’elettorato “rosso”. Adesso la sinistra di Veltroni è… Veltroni stesso: un guaio per chi si proponeva come centro più che come sinistra senza contare che se ci dovessero atti di terrorismo rosso… brrrrr).
Ma di questo parlareremo nei commenti.
E come non citare l’altro paradosso temporale? i comunisti scompaiono dal Parlamento proprio nel quarantesimo anniversario del ‘68. Aggiungete che nel ‘88 è caduto pure il muro di Berlino, nel 1998 il governo Prodi si schiantò su Bertinotti e provate a dirmi che non credete alla cabala… ![]()
Probabilmente per almeno un anno ogni due lustri, i comunisti dovrebbero chiudersi in casa…
Immancabile poi una citazione sulla “festa elettorale” organizzata all’Hard Rock Cafè. Cosa sia l’Hard Rock Café non credo serva dirlo, ma per quelli che non bazzicano Roma va quantomeno aggiunto che questo locale si trova a 100 metri da Via Veneto (la famosa via Veneto) e soprattutto a via Veneto si trova l’ambasciata americana.
Attenzione perché non è finita qui: dovete sapere che a Roma i cortei partono sempre dalla stazione Termini, passano per via Nazionale ed arrivano a piazza Venezia. Via del Tritone (dove si trova l’Hard Rock) è una (quasi) “parallela” di via Nazionale: non è raro che gruppetti di contestatori in gita si divertano a deviare dal percorso ed arrivare a via del Corso passando per via del Tritone: in un paio di occasioni, se non vado errato, proprio le vetrine dell’Hard Rock sono state fatte oggetto di simpatici lanci di oggetti…
Come dire: stavaolta i comunisti si sono trovati dalla parte sbagliata della vetrina
Come al solito mi sto dilungando… e allora torniamo (per chiudere) a quel magnifico manifesto elettorale dilibertiano che non può non richiamare alla mente il titolo scelto da Guzzanti per uno dei suoi film più celebri “Fascisti su Marte”. Marte, pianeta rosso, astronauti, cose fuori dal mondo.
Ecco, forse fuori dal mondo no, ma dal Parlamento sì.
I comunisti hanno raggiunto i loro “compagni” su Marte e lì potranno vivere in pace ed in armonia realizzando i loro sogni di un pianeta in cui non c’è Berlusconi.
Solo una domanda mi sovviene: quanto pagherà Veltroni per aver fatto mettere ben 4 liste con la falce e martello sulla scheda elettorale facendo disperdere circa un paio di punti percentuali?
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11 Responses to “Comunisti su Marte”
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[...] lo staff di "SEGNI DI CARTA": [...]
Prima esalti il video di Zoro su Walterloo, oggi citi Guzzanti… avremo perso le elezioni ma non l’egemonia culturale!
Comunque, per rispondere all’altro post, non è che l’ho presa bene è che sono ancora in negazione. Non so se conosci le cinque fasi di elaborazione del lutto (denial, rage, bargaining ecc. ecc.).
Beh ZORO RULES!!! (ma hai visto la seconda puntata? pazzesca e bellissima)
Guarda, fai con comodo tanto adesso ci saranno prima 5 anni di Silvio come presidente del consiglio eppoi 7 anni di Silvio come presidente della repubblica. Hai tutto il tempo
“.. Hai tutto il tempo..”
Pure troppo.
ma perché li stanno ancora chiamando, i trombati, in tutti i dibattiti della TV? ma non è finita?
OT Kaglio’, secondo te il nuovo governo riuscirà a dire ai giornali, di destra e sinistra: niente soldi pubblici, fate con le vostre forze così vediamo se i lettori sono disposti a leggervi. Sai quanta carta si risparmierebbe. Quesi provvedimenti dovrebbero essere fatti il primo giorno sennò sai lo strascico.
Lucià quello dei soldi buttati per il finanziamento dei giornali è un problema grosso come una casa.
Purtroppo non credo che saremo esauditi presto sia perché cane non mangia cane, sia perché sarebbe tosta mandare intere redazioni a casa in un momento difficile per l’Italia.
Però qualche messaggio iniziale andrebbe lanciato: tipo “fra due anni STOP ai contrnbuti per l’editoria per tutti”.
Invece i trombati dalla prossima settimana NON LI VOGLIO più vedere in TV… altrimenti ci arrabbiamo
Dom, quando Cachorro vedrà le cose meravigliose che Silvio farà diventerà pure lui un elettore PDL!
A me Guidoni mi fece il colloquio…
E perché? volevi entrare nei comunisti italiani?
Oh ma non ti si trova più su MSN… e fatte vivo che ti devo prendere per il culo per quel +1 +1

Non puoi togliermi una soddisfazione del genere
Prima mossa del governo Berlusconi: vendita dell’Alitalia all’Aeroflot. Forse non è andata così male per il PDCI! A quando i cavalli dei cosacchi che si abbeverano nella fontana di San Pietro?
Cachorro, già ti sei ripreso dal crollo del comunismo padano?

Cmq non credo proprio che venderanno ad Aereoflot: se ieri ci fosse stato il primo ministro di San Marino in visita, Silvio avrebbe detto che l’Alitalia l’avrebbe venduta pure a loro.
Lo sai com’è Silvio o no? lui regala battute o un buona parola a tutti. Ieri c’era la Russia e figurarsi se non finiva per vendere a Putin il Colosseo.
PS: eppoi tieni in considerazione questo: il governo Berlusconi non sarà amico delle banche che gli sono nemiche. Dunque nessuna meraviglia che stamattina già stavano aprendo i cordoni della borsa.
Su Alitalia vedrai che i soldi e la privatizzazione, magari anche con AirFrance alla pari, ci scappa.
Resta il fatto Cachorro, che non si è mai visto un venditore vendere qualcosa dicendo che quuello che vende è sull’orlo del fallimento e della disperazione.
Io uno più stupido di PAdoa Schioppa non l’ho mai visto…