Oggi è un giorno importante perché -finalmente- anche Kagliostro.net può vantare preziosi contributi "esterni". Infatti quello che state per leggere è uno scritto di uno dei miei più apprezzati commentatori ovvero LM.
Oltre ad essere il suo primo pezzo, mi fa piacere che tratti di un tema serio che alza un po’ il livello rispetto alle solite fregnacce su Prodi e company.
Vabbé, ora vi lascio alla lettura dopo aver rivolto ancora un caloroso ringraziamento ad LM!
Di LM
Sotto l’egida del re di Giordania, è venuta fuori una lettera di 138 guide religiose musulmane che si intitola: “Una Parola comune tra noi e voi”.
In sostanza rappresentanti sunniti, sciiti e di altri gruppi religiosi più piccoli, sufi, ismailiti, giafariti e ribaditi, lanciano un invito ad una parola comune per il dialogo interreligioso, estrapolando versetti e capitoletti dai sacri testi del Corano, della Torah, del Nuovo Testamento, e dicendo:
- abbiamo gli stessi comandamenti: amare l’unico Dio, amare il prossimo. Che questo terreno comune sia la base di ogni futuro dialogo interreligioso;
ma aggiungendo altresì:
- come musulmani, noi diciamo ai cristiani che l’Islam non è contro di loro – a meno che loro non intraprendano la guerra contro i musulmani a causa della loro religione, li opprimano e li privino delle loro case.
Indi, concludono:
- Islam e cristiani rappresentano il 55 percento della popolazione mondiale, ciò fa delle relazioni tra queste due comunità religiose il più importante fattore per il mantenimento della pace in tutto il mondo;
- nessuno può vincere unilateralmente un conflitto che coinvolga più della metà degli abitanti del mondo e quindi è forse in gioco la sopravvivenza del mondo;
- a quelli che ciononostante provano piacere nel conflitto e nella distruzione, noi diciamo che anche le nostre anime sono in pericolo se non riusciamo a fare ogni sforzo per la pace;
- facciamo quindi che le nostre differenze non provochino odio e conflitto tra noi. Gareggiamo solamente in rettitudine e in opere buone. Rispettiamoci, siamo giusti e gentili, e viviamo in pace sincera, nell’armonia e benevolenza reciproca.
E a chiusura, dicono:
- Wal-Saalamu ‘Alaykum, Pax Vobiscum
Per commentatori molto più qualificati di me, l’evento è positivo per tutta una serie di motivi, tra cui, come dice il cardinale Scola, anche perché le 138 guide religiose riconoscono l’esistenza di un’interconnessione tra cristiani e musulmani nel mondo contemporaneo, tale ormai da rendere improcrastinabile una presa di posizione sul problema della coesistenza di fedi differenti. Nonché il fatto che l’eterogeneità dei firmatari segna un passo avanti nel consenso che, insieme al Corano ed alla tradizione maomettana, costituisce i tre pilastri della tradizione islamica.
Però manca una assunzione di responsabilità per i trent’anni e passa di terrorismo ( forse per loro sarà implicita nel pericolo di perdere l’anima se non si persegue la pace), anzi si ribadisce che l’Islam non è contro i Cristiani, a meno che costoro, i Cristiani, non li vadano a stuzzicare.
Poi, come afferma anche Panella nel suo blog, Il Corano mica dice solo “volemose bene”. Per esempio dice: tagliate la testa a quelli che portano la tonsura. Voglio dire, occorrerebbe che il Corano fosse riletto e reinterpretato nel suo complesso, ci vorrebbe di nuovo gente come Avicenna, Al-Farabi ed “Averrois che il gran commento feo”.
Ancora, c’è una cosa che non mi convince. Ma non disse anche Arafat, parlando ai palestinesi all’indomani di uno dei tanti impegni per la pace: "ricordate quello che dice il Profeta, non c’è dovere per il musulmano di mantenere l’impegno preso con gli infedeli"?
Infine, se aggiungevano gli ebrei avrebbero portato la percentuale del 55% a qualche cosa in più. Gli ebrei…no?
Scritto da: LM
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27 Responses to “Una parola comune tra noi e voi (by LM)”
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non fa una piega, Giancarlo.
Il punto di vista di Magdi Allam
Cachorro ho discusso a lungo con gente che vedeva nel comunismo cinese un bene assoluto: se non la pensi come loro è cosa gradita ma non è che la tua risposta sia troppo esaustiva
“..ma in realtà è semplicemente l’espressione dell’ecumenismo del messaggio cristiano..”

Buttalo via…
In realtà. e nel Vangelo è più volte ricordato, Gesù si rivolge anche (e forse sono le parti più belle) ai propri nemici quando predica dichiarando che questi precederanno gli stessi apostoli nel Paradiso e addirittura sulla Croce li perdona. Nessuna sura o versetto coranico può lontanamente essere paragonato a questi magnifici passaggi.
Ripeto: buttalo via….
Poi ovviamente l’uomo è quello che è.
“Da quel versetto derivano la carità missionaria come le conversioni forzate…”
Cachorro, no. o meglio ni, perchè la religione è stata anche uno strumento di politica di espansione dei regnanti.
L’europa è diventata cristiana per la predicazione, dai queste cose le sai.
l’imposizione del cristianesimo nell’America del sud è stata anche accompagnata dalla difesa, anche eroica, da parte dei missionari cattolici, delle comunità indigene vessate e sfruttate da spagnoli e portoghesi.
Se l’approccio su queste cose è “abbasso li preti” è un conto, ma se il giudizio deve essere equilibrato la tua affermazione non è sostanzialmente valida.
“mi rivolgo a quelli che credono alla Cina come bastione di un comunismo vincente”
Ma chi?
La Cina è un modello di totalitarismo vincente. Il partito unico non risponde a nessuno, quindi può essere regolatore o liberista a seconda delle esigenze… del resto lo diceva anche Berlusconi che con le dittature è tutto più comodo!
“Se permetti, questa è la vera stronzata. Nel Corano c’è sì questa ’soluzione’, ma prevede che i credenti di altre religioni diventino dei dhimmi: pagare e stare zitti, tanto la loro parola non vale un fico secco! Non possono criticare l’Islam pena una condanna a morte sicura. E poi dove lo metti l’evangelico ‘ama il tu nemico’? Nel gabinetto?
Siamo seri please.”
Come da commento successivo, il problema è l’eterogeneità del testo e delle interpretazioni. L’evangelico “ama il tuo nemico” c’entra poco. Ammetto che, a livello di spiritualità popolare, ha un valore positivo ma in realtà è semplicemente l’espressione dell’ecumenismo del messaggio cristiano (poi elaborato da Paolo). “Ama il tuo prossimo come te stess” (che è una citazione del vecchio Testamento) significa in realtà: “Ama gli altri Ebrei”; Gesù si mette in dialettica con questo precetto dicendo, appunto, “Ama il tuo nemico” ed estendendo il raggio d’azione della misericordia divina. Da quel versetto derivano la carità missionaria come le conversioni forzate…
Il Corano che “dia delle soluzioni al problema della convivenza di diverse religioni del Libro..”
Domenicotis, c’è anche da considerare che non si riesce a capire se i cristiani siano da assoggettare soltanto al tributo (la jiza) e all’umiliazione, oppure debbano essere considerati politeisti perchè adorerebbero una trinità composta da Padre, Figlio e Maria (sic!) e da tutta la filastrocca dei santi.
Per i politeisti c’è la morte (colpiteli alla nuca, dice una sura)
In un mondo senza l’interpretazione unitaria del Corano, te pensi che casino. E infatti…
@Cachorro
“.. una conseguenza inevitabile della gestione americana dell’Iraq..”
Come volevasi dimostrare
“..turchi e kurdi combattono un’autodistruttiva lotta….”
I curdi forse, ma i turchi che problema di sopravvivenza hanno?
“..dia delle soluzioni al problema della convivenza di diverse religioni del Libro..”
Se permetti, questa è la vera stronzata. Nel Corano c’è sì questa ‘soluzione’, ma prevede che i credenti di altre religioni diventino dei dhimmi: pagare e stare zitti, tanto la loro parola non vale un fico secco! Non possono criticare l’Islam pena una condanna a morte sicura. E poi dove lo metti l’evangelico ‘ama il tu nemico’? Nel gabinetto?
Siamo seri please.
@Giancarlo
“..il papa con quanto scritto mi pare non centri niente..”
Il Papa ha fatto la prima mossa come ha sottolineato LM dando la possibilità ai moderati islamici di ribattere in modo civile, visto che di certo la lezione di Ratisbona non era indirizzata a Bin Ladin.
Comunque nessun attacco personale, ci mancherebbe, mi ha solo incuriosito la paura verso un cattolicesimo che invece di esasperare gli animi parla sempre di pace e amore.
Se non sei comunista, non vedo perché te la prendi. Io mi rivolgo a quelli che credono alla Cina come bastione di un comunismo vincente facendo finta di non vedere che il paese asiatico sta usando metodi (im modo decisamente più brutale) che loro hanno sempre contestato alle potenze occidentali. Mi rivolgo a quelli che ancora gridano ‘laicità’ pensando ‘cloro al clero’. A quelli che credono fieramente nei ‘precetti di Marx’ o ricordano i bei tempi andati di Stalin.
“..tempo due anni e ne vedremo di tutti i colori in Iraq ..”
La situazione irachena era già così incasinata che sarebbe sicuramente succeso lo stesso, una volta caduto ‘naturalmente’ il regime di Saddam. Più o meno com’è avvenuto in Jugoslavia, in URSS, in Rwanda o Somalia: troppe etnie e religioni legate insieme a forza, troppi interessi economici, troppa rabbia per la brutale repressione subita negli anni. IMHO è meglio che sia accaduto ora quando nel paese c’è una forza straniera che deve rendere conto del suo comportamento (sia al proprio interno che al resto del mondo) piuttosto che da un esercito (regolare o meno) che fa i cazzi suoi mentre l’ONU sta a guardare impotente: avete presente il Sudan o i Balcani pre-intervento NATO?
“..ma chiamare alle armi in nome di Dio, contro gli infedeli funziona sempre..”
Assolutamente d’accordo. Ma ci sono religioni in cui la violenza è bandita senza se e senza ma ed altre in cui è considerato non solo legittimo ma anche doveroso uccidere i miscredenti.E poi non dimentichiamo che all’uomo non è necessario scomodare Dio per muovere guerra come dimostrano Robespierre, Napoleone, Hitler e Stalin che ovviamente tutti conosciamo come dei buoni credenti
P.S. Scusate la lunghezza ma ho poco tempo per interventi più frequenti
Mmmmhh, Cachorro veramente da Ankara è arrivato uno STOP ai generali. Mo’ quanto sia opera di Bush e quanto di Erdogan non lo sappiamo, ma non credo che Erdogan sia proprio una colomba.
Cachorro, è uno stallo che…per il momento conviene.
ricordiamo che Israle ha aiutato i curdi contro l’Iraq e che tra Israele e Iran c’è stato in altri tempi collaborazione, al tempo dello Shia e durante la guerra Iraq-Iran dove gli israeliani fornivano armi a Teheran.
Ricordiamo anche che i curdi sono ritenuti filoiraniani.
La storia si fa anche nei tempi lunghi. non ci sarà Bush ma potrebbe anche non starci Almadinhejiad. Resto dell’idea che le aspettative dei curdi non possono andare oltre all’autonomia regionale in Iraq e che il problema da risolvere oggi è il PKK
Scusa rapidamente in tema curdi… la Turchia sta bombardando un paese sotto protettorato USA “de facto” e tutto quello che Bush ha fatto è dire: “Cattivelli”… al massimo ha la credibilità per mettere d’accordo i suoi nipotini, figuriamoci per risolvere il problema curdo…
E’ evidente che i curdi avrebbero diritto a uno stato, nel mondo ideale. Nel mondo reale a Bush converrebbe una regione curdo-irachena autonoma, ma non può rompere troppo i coglioni alla Turchia, quindi si trova nell’ennesimo stallo.
Stella, infatti è quello che mi ha colpito nel leggere la lettera. Sembra che ci sia qualche cosa che – come si dice a Roma – gli “avanziamo”, ma la verità, sempre per me, è che non sanno come uscire fuori da una storica contraddittorietà: diamo retta alla letteralità del Corano o ci diamo un’aggiornata?
L’importante della lettera è che aumenti tra di loro la condivisione del messaggio: non avendo un capo, il consenso sempre più esteso porta bene.
Certo, il discorso è molto più complesso. anche io avevo delle perplessità a riassumerlo nel post.
Ho seguito attentamente la questione tramite Il Foglio,che ha dato grande rilievo alla lettera dei 138,anche in modo entusiasta,ma non sono cosi’ ottimista.
Dovrebbero parlare ai loro, piu’ che ai cattolici. Il discorso e’ evidentemente molto piu’ complesso di cosi’,ma il fanatismo non e’ problema dell’occidente,la sharia non e’cultura nostra ed il voler imporre la propria fede,con ogni mezzo, non e’ certo insito nel cattolicesimo, almeno non nel 2007.
Trattare la questione come fossimo proprio “uguali” nei metodi,mi sembra un atto arrogante.
Giancarlo, provo a ragionare.
Uno stato kurdo che possa poi pretendere di togliere regioni ai tre paesi confinanti lo si realizza nelll’ambito di eventi storici di portata molto più ampia di quelli che possiamo immaginare oggi. mai lo si protrebbe fare seduti a tavolino.: tu hai un senso storico, e quindi capisci quello che voglio dire.
Oggi, il problema è gestire l’azione del PKK. Mi risulta da quello che riesco a capire leggendo, che il problema del PKK è su due piani. Uno, è interno alla Turchia e quindi il paese deve gestirselo senza strafare sui diritti umani perchè tutti la stanno a guardare, in primis l’Europa, come dice Kagliostro.
L’altro, è il problema del PKK alle frontiere con l’Iraq. Ma è un problema che interessa soltanto una parte, la frangia nord dei curdi iraqueni, dato che nella regione c’è petrolio con tanti curdi ed americani insieme che controllano e che a tutto pensano fuorchè a vedersi mandare per aria la tranquillità raggiunta con gli equilibri per il momento raggiunti in seno all’Iraq
Non è la Turchia che può pensare che l’Iraq rappresenti un attentato all’unitarietà turca, non lo vuole l’Iraq, non lo vogliono gli USA per motivi ancora più importanti.
Quindi, secondo me il problema per il presente ed il futuro è di contenere le azioni del PKK, e isolarle da iniziative di strumentalizzazione in senso antipresenza americana di altri convicini.
Io poi ragiono così: se l’America è andata li per preservare all’occidente il flusso petrolifero, ti pare che Bush potrebbe oggi insistere su un principio di stato unitario curdo? non ci credo, Bush può essere fesso, ma non fino a questo punto.
Perchè una repubblica curda nel nord dell’Iraq è l’inizio di uno stato unitario curdo.
@LM Anche se un pochino a lato del tuo post, permettimi una riflessione sul popolo curdo. I curdi sono una minoranza solo perchè divisi tra 4 nazioni, ma hanno una lingua , una cultura e una continuità territoriale in comume. Anche l’Italia prerisorgimentale vista come la vedi tu era fatta di minoranze annesse ad altre nazioni (sorvoliamo sul fatto che i leghisti ancora oggi rimpiangano di non essere rimasti austroungarici). Se il piano di Bush è quello di creare una repubblica curda nel nord dell’Iraq, la questione diventa dirompente e dal punto di vista della Turchia inaccettabile. A meno che nel Kurdistan si voglia instaurare una pseudo democrazia pilotata dall’occidente, ma questa ipotesi, a mio avviso, è velleitaria e destinata a non durare.
Domenicotis, sono d’accordo, chi vuole mischiare cattolici e islamici?
Preghiamo insieme, lasciamo alle leggi dello stato di disciplinare la partecipazione alla vita sociale, e ognuno per se nel vivere la propria religione e fare le proprie abluzioni, purchè in un regime di reciprocità.
mi fate arrossire, comunque grazie a Kag che ha avuto l’idea.
purtroppo, ritengo che Giancarlo non sbagli, perchè almeno per il momento la religione anima, anche se pochi lo vogliono dire apertamente, il contrasto politico. Tuttavia bisogna che il qualche modo islam e cristiani si parlino, anche perchè la carne è stata messa al fuoco (Ratisbona, una prima lettera di un minor numero di saggi di un anno fa ed ora la lettera dei 138) e perchè gli islamici non possono davvero pensare di risolvere il problema facendo figli in Europa.
Infatti, la novità della lettera dei 138 è che hanno messo il problema su un piano un po’ più realistico.
Se fosse come dice Cachorro, che il Corano è l’unico testo che “dia delle soluzioni al problema della convivenza di diverse religioni del Libro” l’appello dei saggi potrebbe essere la soluzione. ma così non è e il motivo è quello che leggo in questa analisi: http://www.cedrac.usj.edu.lb/benoitxvi/allam1.pdf
dove Khaled Allamsi dice che se gli islamici non fanno chiarezza tra sure meccane e sure medinesi è’ un cavolo e tutt’uno. lo hanno già fatto sulla schiavitù, dovrebbero farlo anche sulle scimitarre al servizio di Allah.
Io vivo nella convizione che è l’islam a sentirsi debole perchè culturalmente fermo. Sono loro che devono fare un passo avanti.
l’etnia kurda è distribuita in quattro paesi. sono minoranze e creeranno sempre i problemi delle minoranze e quindi le prospettive sono guerriglie di confine e diplomazia. Però, a chi conviene allargare il conflitto tra il PKK e la Turchia?
@kagliosto: Le religioni vive per loro natura non possono convivere pacificamente, ci sono millenni di storia a dimostrarlo. Certo ci sono periodi in cui non ci si scanna, ma il fatto stesso che si creda in un essere supremo esclude di potere accettare che ne esista un’altro. Lo stanno a dimostrare tutte le guerre combattute in nome di Dio (anche se magari le motivazioni erano differnti, ma chiamare alle armi in nome di Dio, contro gli infedeli funziona sempre.)
@Dom: cerchiamo di evitare gli stereotipi e di attaccarci sul piano personale così evitiamo di prendere cantonate. In dettaglio, il papa con quanto scritto mi pare non centri niente, è un’iniziativa islamica. Secondo: i comunisti rispondono per loro, io per me, nella fattispecie non sono tanto d’accordo con la posizione della chiesa sul lavoro,(tra l’altro sul lavoro altrui, perchè tra di loro si usa diversamente). Per ultimo non mi definirei comunista, nel senso originale del termine, marx mi da l’orticaria e non ho mai votato pci, ma se intendi comunista e coglione come li intende Berlusconi lo sono, nel senso che ho votato csx, con il mal di pancia, ma l’ho votato.
Sulla questione curda ha ragione da vendere Cachorro, era uno dei “collateral damage” ampiamente previsti da chiunque non avesse le fette di salame sugli occhi e vedrai che non sarà ne l’unico ne il più grave. Non credo di essere un profeta se dico che tempo due anni e ne vedremo di tutti i colori in Iraq o in quello che ne resterà. E adesso mi aspetto che qualcuno mi accusi di antiamericanismo e di fiancheggiatore di Saddam, così tanto per non farmi mancare nulla.
Oh, il vostro blog è pronto al 100% per lunedì. Io l’ho chiamato “Bloggamus” però ieri stavo pensando anche a “GLOBBLOG” o “BLOGGLOB” o altro.
Se vi vengono altri nomi fatemi sapere che devo fare il banner.
Al momento siete in 3: LM, Giancarlo e Cachorro.
@Giancarlo: purtroppo credo che la somma e la convivenza nel prossimo futuro saranno inevitabili. Però guai a prendere questa cosa come un’operazione banale.
Per quanto riguarda la questione curda, sia la Turchia che i curdi sono alleati di Bush, dunque difficilmente vedrete gli USA scendere in campo con mezzi militari.
PErò Bush e Condolezaa stanno facendo grosse pressioni sulla Turchia e soprattutto hanno sempre sostenuto il diritto all’esistenza (se così si può dire) dell’Iraq curdo.
@Cachorro: è vero che il caso curdo è stato una delle grandi questioni portate in piazza dai comunisti. Ed infatti lo scandalo è proprio quello: ora che la Turchia minaccia di entrare in guerra con i curdi destabilizzando l’Iraq, nessuno fiata. Come mai?
Viceversa con Bush mi pare sia la prima volta che si affronti il problema al tavolino e mi pare che sia proprio Bush l’unico che può mettere entrambe le fazioni d’accordo essendo alleato di entrambe e quindi più credibile.
Ri-aggiungo: è vero che i curdi sono importanti per le sorti della guerra in Iraq, però anche la Turchia lo è e Bush non ha mai ceduto alle pressioni di quest’ultima per evitare che si venisse a creare un’Iraq curdo.
Bush avrà pure fatto delle cazzate in guerra (ma in quale altro modo si poteva fare?) però è innegabile che abbia fatto più lui per i curdi che l’ONU in 50 anni.