Tafazzi sì, coglioni no!

Pubblicato: 28 March 2007, 1:51 pm Add comments

UPDATE: leggere anche il post di A Conservative Mind che rende bene l'idea di quello che la CdL poteva fare, ma la ex-CdL non ha fatto per aiutare i nostri ragazzi al fronte!

E' indubbio che ieri la (ex) CdL sia uscita con le ossa rotta dal voto del Senato. E' altrettanto indubbio che parte della disfatta non sia da attribuire al solo Casini, ma vada ampiamente ripartita fra i luogotenenti dei due partiti principali, arrivati impreparati ad una consultazione attesa da 2 mesi.

E' gravissimo quello che è successo: come fanno notare Corrado e Wat, la ex-CdL riesce a riempire le piazze, ma la testa resta quella di sempre ovvero quella dell'antipolitica a priori e del pressapochismo senza se e senza ma.
Epperò la questione del voto al rifinanziamento non era una di quelle "cosette" su cui uno si può tappare il naso e dire "voto sì" perché sennò la gente pensa che sono come quelli che sono stati all'opposizione per 5 anni dal 2001 al 2006.
Affatto.
Un voto col naso tappato va bene per questioni di piccolo cabotaggio, non per cose di portata internazionale come la politica estera.

Si dirà che bisognava dare l'idea del paese idealmente tutto unito attorno ai nostri soldati. Nobile intenzione.
Ma è così? Votare sì a questo decreto voleva dir questo?
O forse i soldati avrebbero preferito avere meno solidarietà (sbaglierò, ma non credo che della solidarietà pelosa della sinistra estrema gliene freghi qualcosa) e più armi per difendersi? 
O piuttosto votare sì non era altro che uno spiacevole paradosso per comunicare all'opinione pubblica "votiamo insieme alla sinistra, perché siamo diversi da loro"? 

A me questa non sembra responsabilità, sembra un volgare calcolo politico fatto sulle spalle di altri. Se io ti mando in Parlamento tu devi fare i miei interessi ottenendo per me il massimo dei benefici: se tu sai di avere le carte buone per farmi avere certe cose (più armi, più protezione, meno tasse etc etc) quelle carte le devi giocare in modo saggio per ottenere il massimo risultato.
Se invece riesci a pareggiare una partita di poker avendo 4 assi, mentre il tuo avversario ha solo una misera coppia, sei tu che hai perso, non lui.

Ieri la ex-CdL non aveva 4 assi, però sapeva quali erano le carte in mano all'avversario. Un vantaggio incredibile. Soprattutto era chiaro che un'altra sconfitta in Senato a pochi mesi dalla caduta del governo sarebbe potuta essere fatale per Prodi. Insomma c'erano tutte le condizioni per trattare ed ottenere la posta piena: cioé confermare i nostri ragazzi in Afghanistan, ma con qualche protezione in più, non fare figure di merda a livello internazionale, votare sì marcando la diversità tra l'opposizione attuale e qualla passata e gettare delle buone basi per le amministrative. Ce n'erano tutti i presupposti.

E allora che è successo? Il solito incredibile, inguardabile, devastante Casini.
A prima vista quello che ha fatto ha dell'incredibile: una strategia congiunta della CdL era possibilissima ed auspicabile più per i soldati (finalmente coperti al 100%) che per la politica fine a se stessa.
Ed invece lui si è smarcato, umiliando l'opposizione e relegando Berlusconi a vero sconfitto di tutta la vicenda.
Intenzionalmente.

Perché ormai la strategia dell'UDC è chiarissima: Prodi e la sinistra sono politicamente già morti, mentre chi è che alto nei sondaggi e tiene in piedi a prescindere il bipolarismo è Berlusconi. E' lui il vero obiettivo di Casini. E' Berlusconi quello da abbattere per far tornare il centrismo e la DC. E allora via al tafazzismo, ai pacchiani errori strategici in cui ficcare il centrodestra. I Montezemolo e la compagnia dei "soloni" stanno lì che attendono.

 E allora io dico "LIBERIAMOCENE"!
Il bipolarismo italiano ha avuto tantissimi difetti, tra cui un pesante immobilismo, però in 14 anni ha finalmente fatto sì che gli italiani si scuotessero di dosso quel manto di indecisione perenne che riempiva le schede elettorali di voti DC. Indecisione che ci ha fatto vivere per 50 anni di compromessi al ribasso.
Invece il "bipo", creando un perenne dualismo fra e dentro le coalizioni, ha costretto tutti, ma proprio tutti, a rendersi conto che un giorno potrebbe toccare a loro governare e la piazza, la demagogia, il populismo, prima o poi si pagano a caro prezzo.

  Pensate a quale gigantesco cambio di rotta: per 50 anni il PCI col suo 30% di voti , non si è mai posto il problema di dover andare al governo e rispondere delle cazzate che diceva in piazza. Era un partito ad irresponsabilità illimitata. Oggi una cosa del genere non se la può permettere più nemmeno Diliberto con l' 1,5%: o "tradisce" la piazza amata negli anni all'opposizione, o tradisce il governo e quelli con cui ti sei alleato.
E la gente se ne ricorda che sei inaffidabile.

 Poi, per quanto sia pessima la legge elettorale, per la prima volta dopo 50 anni, i partiti hanno il problema dell'aggregazione e non della scissione. Fate ritornare il centrismo eppoi vedremo se si stava meglio quando la politica era ostaggio di un partitino o due invece che di una ventina.

Prendiamo Bertinotti e Pecoraro, Diliberto e Di Pietro: per 5 anni hanno dato fondo ai peggiori istinti retrivi, lottando con ogni forza disponibile contro Berlusconi. Oggi che stanno al governo, devono tacere e sorbirsi i  fischi e ammettere che forse la loro opposizione era pessima.

Togliamo di mezzo anche un pregiudizio fatale: un bipolarismo "sano", "maturo", non è la politica "degli opposti a tutti i costi". Non è come vuol fare credere Casini che i DS sarebbero ostaggio perenne dei Diliberti o Forza Italia della Lega.
Non è così (soprattutto perché la Lega è stata molto più responsabile dell'UDC quando erano al governo!). Su determinate questioni ci si può mettere d'accordo e far avanzare la discussione sulle cose che contano. Ad es. sulla guerra in Afghanistan.

 Torniamo perciò a quello che è successo ieri: un disastro mediatico per FI e AN.
Ma non del tutto: chi segue le vicende della politica sa perfettamente che FI e AN non si sono astenute perché contrarie alla guerra in Afghanistan. L'hanno fatto con ben altri scopi tra cui, ovviamente (ma così non sembrerebbe leggendo certi post), anche quello di far cadere questo governo.

A scapito dei nostri militari? a questa domanda mi sento di rispondere con un'altra: i nostri militari si sentono forse "sicuri" con questo governo che chiede di processare il soldato americano che ha ucciso per sbaglio Calipari, che vuole chiedere l'estradizione per gli agenti della CIA ed ha riempite le sottosegreterie dei ministeri di ex manganellatori piazziaioli? Io non credo.

LA DISCONTINUITA' DIAMOLA NOI A CASINI
Quali sono allora le conseguenze politiche del gesto dell'UDC? che Berlusconi deve dire STOP ad un'alleanza con CASINI. Non ci sono più i presupposti. Sarebbe bene iniziare a ragionare di una nuova CDL che lasci fuori l'UDC e Casini. E come primo atto di rottura, quello di tirar giù tutti gli amministratori dell'UDC eletti con i voti della ex-CdL. Il disegno neocentrista dell'UDC è l'antitesi del bipolarismo ed è insostenibile.

 L'unico modo per evitarla è mettere un muro tra Casini ed il centrodestra e costringerlo a scoprire le carte. A lui come ai Montezemolo, ai Monti e compagnia. Vada, vada pure alle amministrative da solo o alleato di Mastella. Sarebbe un bene che anche i DS facessero la stessa cosa con Mastella e con pezzi della Margherita. Così finalmente avremmo realizzato una grosse coalition che abbia come obiettivo la morte definitiva delle smanie inciuciste tipiche della politica romana da quattro soldi.

 La libertà è responsabilità: l'indecisionismo cronico che affligge gli italiani è tutto l'opposto dell'auspicabile assunzione di responsabilità.

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8 Responses to “Tafazzi sì, coglioni no!”

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  1. Gravatar
    lm Says:
    1

    ma infatti, io ritengo che FI, AN e Lega abbiano fatto bene.
    Intanto, hanno potuto astenersi perch

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    kagliostro Says:
    2

    Nooooooo, come Totti? e che c’entra lui poveretto?

    Cmq Casini sta portando avanti un disegno pericoloso e Berlusconi dovrebbe fare qualcosa invece di considerarlo un figliol prodigo.

    ‘Sta cosa delle 18

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    giancarlo Says:
    3

    Va bene prendersela con Casini, ma io continuo a pensare che la responabilit

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    kagliostro Says:
    4

    Aridaje!
    Per

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    giancarlo Says:
    5

    La distinzione tra astenersi e votare no al senato appartiene a quel teatrino della politica da Berlusconi tanto aborrito. Per noi umani al senato astenersi e votare contro sono la stessa cosa.

  6. Gravatar
    kagliostro Says:
    6

    E questo

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    lm Says:
    7

    «Abbiamo confermato al Capo dello stato che siamo una forza di opposizione ferma, che continuer

  8. Gravatar
    kagliostro Says:
    8

    Me lo sto domandando pure io.
    Per

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