UPDATE: ecco il controverso pezzo all’origine della caccia alle streghe, per farsi belli alla corte del re, grazie a Paolo di Passaggio al bosco. Ovviamente non c’è traccia né del paragone gay=malato né di posizioni omofobiche di alcun genere. Si può condividere oppure no, esattamente come accettereste di rivolgervi ad una sessuologa per risolvere alcuni vostri dubbi sul sesso (io non lo farei, ma se qualcuno lo fa, come si dice, “cazzo suo”). Il punto di tutta la vicenda è che Risé specifica bene che “non è qui in ballo l’omosessualità , categoria astratta, di recente formazione, ed incerta consistenza scientifica, ma il disagio di molte persone nel sentirsi coatte ad una sessualità verso il proprio sesso“.Â
In ogni caso non c’è traccia né del “machismo di destra” né di gay=orridi-esseri-da-sterminare. Purtroppo per alcuni, niente Ku-Ku-clan. Tra l’altro mi permetto di far notare che si può anche attaccare giustissimamente il NARTH per il colore dei vestiti o per il sito non curato, ma in tutto l’articolo, il tizio del NARTH interviene solo per dire che il gene dell’omosessualità non è stato ancora trovato dopo essere stato cercato e ricercato. Forse, si permette di dire il tizio, questo gene non esiste. Invece di sbraitare, basterebbe semplicemente portare le prove che questo fantomatico gene esista dimostrando che quelli del NARTH sono dei bugiardi. Ultimamente però, i difensori della scienza dura e pura, rispondono quasi sempre che bisogna CREDERE FIDEISTICAMENTE ai loro assunti che un giorno forse si daranno pena di dimostrare. Nervosetti eh?
FINE UPDATE
Vi devo rivelare un segreto: a forza di usare il termine “di colore” per indicare una persona.. appunto “di colore”, ad un certo punto della mia vita mi sono dimenticato quale tra le due parole “nero” e “negro” fosse quella dispregiativa.
Grazie all’uso di una terminologia un po’ barocca (di colore, diversamente abile, diversamente vedente etc etc) avevo infatti bypassato il (mio non-)problema.
D’altra parte, sapendo che solo una era quella con accezione negativa, ero sempre quasi sicuro che fosse “negro” quella giusta da usare. Ed invece…
Questo per dire come l’ignoranza sia una brutta cosa, non sia di sicuro una giustificazione, ma chi è intelligente ha dalla sua alcuni strumenti per accorgersi se l’errore viene commesso consapevolmente oppure no.
Vabbé, col tempo si impara e così pian pianino accadrà anche per la “discriminazione” simbolo del nostro tempo: l’omosessualità .
Sono di questi giorni le polemiche su un articolo di Claudio Risé pubblicato sul Domenicale di Dell’Utri e, dicono, corredato, tra le tante cose, da una foto davvero orripilante che ci si sarebbe potuti ampiamente risparmiare. Io l’articolo l’ho cercato, ma non sono riuscito a trovarlo: però mi fido del parere di Astrolabio e di Ismael che dicono che l’articolo potrà anche essere non condivisibile, ma è ben lontano dall’essere omofobo.
La colpa di questo articolo è di riproporre una tesi molto in voga negli ambienti religiosi secondo cui l’omosessualità sarebbe dovuta a condizionamenti esterni, al libero arbitrio e non, ad es., a fattori genetici o ormonali.
In realtà , se andassimo a fondo della vicenda, le polemiche non sono scatenate tanto dal punto di arrivo delle tesi proposte, ma dal fatto che qualcuno si avventuri anche solo a proporle.
Spiego meglio: se si va da un omosessuale e gli si dice che lui è così solo per via di un condizionamento esterno, quello ti risponde che sei uno sporco clericale che vuole convertire i gay alla eterosessualità per mezzo di sciocche teorie psicologiche.
Concordo.
Provate allora a proporre la tesi dell’esistenza di un gene dell’omosessualità o anche di una diversa “calibrazione ormonale”: giustamente si incazzano.
Ed io concordo anche in questo secondo caso.
La conclusione sembrerebbe dunque la più logica: studiare le “cause” di qualcosa legato ad una discriminazione è anche questo una forma di “razzismo”. La “scienza” non deve avventurarsi in certe questioni soprattutto se è scienza “di parte”.
Tutto qui?
Manco per niente.
(CONTINUA A LEGGERE)
Come già accade in casi come l’aborto, dove non si può certo costringere una donna violentata di accudire il figlio del suo aguzzino, dell’eutanasia, dove non si può certo costringere qualcuno a soffrire all’infinito etc etc, esistono quelle famose “sconfitte della libertà ” dove in modo molto pacato e molto ragionevole sarebbe bene evitare la caccia alle streghe abbandonandosi alla facile demagogia e ancor di più ad accuse che non paiono completamente giustificate.
Eppure se c’è una cosa che dovrebbe disturbare è il “parlare senza sapere” e non il viceversa. Quantomeno dovrebbe essere chiaro chi cerca di informarsi, magari sbagliando, e chi parla per puro disprezzo.
D’accordissimo con la condanna dell’ottusa omofobia, ma attenzione anche all’idiozia di quelli che considerano un gay che non si accetta e che vuole saperne di più, solo uno che cede alla pressione degli omofobi o, ancora peggio, un “traditore della causa”.
Mentre leggevo le risposte di Astrolabio da DAW mi è tornato alla mente un commento di uno o due anni fa letto sul blog di Harry o di Watergate. Era di un commentatore iper anti-berlusconiano, “scomparso” per più di un anno da ogni blog, che giustificava la sua assenza e, incredibile, ma vero, il suo futuro non-voto per Prodi, a causa delle cazzate che il centrosinistra raccontava sull’omosesualità . Di che tipo? il figlio, in piena maturità sessuale, era diventato gay e la loro famiglia, rigorosamente leftist, non solo non aveva accettao la cosa, ma si era rivolta ad uno psicologo e alla fine, dalle sue parole, si capiva che “era tornato normale”.
La colpa della sinistra? quella di far credere che essere gay è una cosa normale, accettabilissima, etc etc.
Ovviamente è così: ovvero essere gay non è né una colpa né nient’altro di brutto, ma credo che il tizio (io spero che a WAT o Harry, leggendo queste righe, gli ritorni in mente di chi sto parlando e magari ritrovino anche il commento) più che altro intendesse dire che SOLAMENTE per aver cercato di capire cosa fosse accaduto al figlio si era ritrovato appiccicati addosso tutte quelle odiose etichette che anche lui aveva contribuito a mettere. Era forse un omofobo? era forse uno che non amava il figlio? era forse uno che avrebbe ripudiato il figlio per la sua inclinazione sessuale? Io non credo proprio o almeno non penso che sia così. Semplicemente nonostante le sue idee “de sinistra”, si era trovato in una situazione in cui la sua “formazione culturale” non gli dava le risposte che chiedeva.
Perché? per il semplice motivo che se uno si chiede il perché, già dà l’impressione di “non accettare quella cosa”. Ed effettivamente lui quella cosa non l’accettava.  Era omofobo al 100% nel senso che lui accettava perfettamente i ragazzi gay degli altri genitori, ma non accettava minimamente che fosse suo figlio ad essere “così”.
Giusto? Sbagliato? Mah, verrebbe da rispondersi come fa Astro: saranno cazzi suoi.
Resta il fatto che le guerre di religione sono sbagliate sempre: sia da una parte che dall’altra. La Libertà ha le sue sconfitte e forse il pretendere di sapere perché uno è gay (o non accettarsi di essere tali) sarà anche una di queste, ma di certo non si può fare la caccia alle streghe contro tutti, aprioristicamente.
Così ieri è capitato a Risé, reo di considerare l’omosessualità una scelta, un “disordine” ma frutto del libero arbitrio e quindi “modificabile”, ma un mese fa la stessa cosa è accaduta ad un povero ricercatore di un’università sperduta che si era azzardato a condurre dei test su delle pecore gay, per capire quanto la loro sessualità dipendesse dal livello ormonale, ritrovandosi contro una santa crociata condotta addirittura dalla tennista Martina Navratilova in persona.
Vi dirò: da materialista e da completamente profano mi sono domandato spesso come mai pur conoscendo bellissimi e interessantissimi ragazzi, fossi attratto (fin da tenerissima età e quindi senza davver alcun condizionamento esterno) solo da donne talvolta con l’unica qualità di respirare. E visto che l’omosessualità non è affare solo dell’uomo, ma si ritrova spesso in natura, la tesi del condizionamento non può avere valore che solo in alcuni casi (a meno di non dare la colpa alla televisione anche per le pecore). Dovessi dire io da che dipende mi orienterei per una soluzione bipartisan: ormoni e “cause esterne” che diversamente combinate hanno come “risultante” l’indirizzo sessuale di ognuno di noi. Cosa che spiegherebbe anche perché alcuni si sposano e vivono una perfetta vita etero eppoi si accorgono di avere anche impulsi omo. Ecco perché non credo che la sessualità sia una specie di interruttore con solo due stadi “acceso-spento”, ma esistano zone “grigie” al centro dei due estremi, dove non è certo un “reato” saperne di più o porsi certi interrogativi.
Ovviamente a differenza di altri campi, dove entrano in gioco questioni etiche o “discriminatorie” è d’obbligo andarci con i piedi di piombo, ma questo deve valere per entrambi gli schieramenti. Essere omofobi o rifugiarsi nel vittimismo non è una scelta giusta, ma solo una scelta facile. E questioni del genere non hanno proprio nulla da spartire con la semplicità .
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14 Responses to “La caccia alle streghe”
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L’articolo di Claudio Ris
Grazie Paolo! Faccio subito un update e ti linko.
Letto l’articolo e come si pu
La caccia alla streghe si accompagna sempre alle bugie, in questo caso (non il primo n
Bellissimo pezzo e equilibrato.
Bravo Kagliostro!
e ciaoooo
Grazie Lonty!!!
D’altra parte esiste una parte del centrodestra che
no comment sui soliti ignoti, la pietra rimane pietra.
non avevo mai considerato l’idea di rivolgermi a unA sessuologA per eventuali problemi: potrebbe essere una soluzione molto efficace !
ciao - v.
CiaO Vincenzo!
Beh, dillo a me, che ho un’amica “sessuologa” che anche quando sta zitta (soprattutto quando sta zitta) ha capacit
[...] tema abbiamo gi
Ti ho linkato nel mio ultimo post.
cial
comunque e’ fantastico, ora uno non puo’ andare dallo psicoterapeuta in pace. meno male che ora ho smesso. (non era per questioni di gayismo, vabbe’, ma non si sa mai
cos
Diversamente bianchi non se po’ sent
Il p.c.